Dietrofront
Non si parla d’altro in ambito venatorio. Dopo l’inatteso dietrofront del Governo in sede di discussione della riforma della caccia, lo stambecco non risulta più cacciabile come si era ipotizzato inizialmente con un apposito emendamento. La notizia ha particolarmente rallegrato Alberto Cirio, governatore del Piemonte, che ha spiegato la propria posizione in un video apparso sui social.
Lo stambecco non si tocca
“Lo stambecco è il simbolo delle nostre montagne e non si tocca”: con questa frase Cirio ha commentato la novità, mostrando anche un peluche che rappresenta l’ungulato. Nel suo video ha spiegato cosa è stato fatto in questi giorni: “Nei giorni scorsi, durante il confronto sulla riforma della legge sulla caccia, era stata avanzata a Roma la proposta di renderlo una specie cacciabile. Ci siamo opposti fin da subito”.
Il riferimento a Lollobrigida
Cirio ha poi citato il Ministero dell’Agricoltura e il suo titolare: “Mi sono attivato immediatamente e, grazie al confronto con il ministro Francesco Lollobrigida, che ringrazio, è arrivata la conferma: lo stambecco resterà una specie protetta, non cacciabile”.
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