Storno, quali prospettive per la caccia in Italia

Il Coordinatore dell’Ufficio Studi e Ricerche della Federcaccia ha risposto alle richieste di molti cacciatori.

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Storno

StornoIn un video diffuso online il dottor Michele Sorrenti, Coordinatore dell’Ufficio Studi e Ricerche della Federcaccia, ha risposto alle richieste di molti cacciatori sulle prospettive per quel che riguarda il prelievo venatorio dello storno in Italia e le possibilità concrete per una caccia soddisfacente alla specie. Come sottolineato da Sorrenti, non sono previste modifiche alla direttiva comunitaria attualmente in vigore, come è stato accertato da un’inchiesta tra le varie nazioni dell’UE.

Comunque, un mancato cambiamento del testo non viene giudicato in modo negativo da FIDC e da FACE, in quanto la stessa direttiva può essere considerata tutto sommato buona e si rischierebbe di compromettere i piccoli risultati già raggiunti. L’impressione è che Bruxelles non voglia cambiare nulla, dunque l’unico modo per cacciare lo storno in Italia romane quello della deroga. Il Governo dovrebbe emanare delle linee guida in base ai danni causati all’agricoltura. Inoltre, per Sorrenti se ci fosse la giusta volontà politica, si potrebbero aumentare anche le aree di intervento. Un’altra opportunità di miglioramento è quella delle cosiddette “piccole quantità”.

In pratica, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha fissato un numero di capi in base al transito durante la migrazione autunnale, di conseguenza il prelievo potrebbe essere incrementato a seconda dei numeri accertati. Da parte di alcune regioni esiste la volontà di modificare le norme, nonostante la rendicontazione dei danni in agricoltura, precisa e importante, sia sempre fondamentale.

Ecco il video diffuso online:

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