TAR Liguria, negli ultimi due anni i ricorsi per il porto d’armi sono raddoppiati

La situazione è stata illustrata dal presidente Giuseppe Daniele: la materia di pubblica sicurezza è sempre molto "gettonata".

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Cacciatori sardi

Porto d'armiGiuseppe Daniele, presidente del Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria, ha illustrato i dati relativi alle sentenze, mettendo in mostra dati piuttosto interessanti per quel che riguarda la pubblica sicurezza. Oltre a ricordare i 30 giorni necessari per decidere i provvedimenti cautelari, Daniele ha sottolineato i pochi mesi necessari per venire a capo dei ricorsi su casi di particolare rilevanza, sia dal punto di vista economico che sociale.

Secondo il presidente del TAR ligure, questa velocità non si registra in nessun’altra regione del nostro paese. I ricorsi sono diminuiti, un trend che si spiega facilmente con la crisi economica: in effetti, i cittadini non riescono a sostenere i corsi di queste cause, nonostante l’interesse sia sempre molto alto. I settori principali che riguardano i ricorsi sono quelli dell’edilizia e dell’urbanistica, senza dimenticare la materia di pubblica sicurezza. Daniele ha parlato di come siano raddoppiati negli ultimi due anni quelli per il porto d’armi.

Spesso le sentenze sono controverse, ma è un dato di fatto che i precedenti giuridici stanno aumentando e interessano molto da vicino i cacciatori e i tiratori. Lo scorso anno ci sono state 849 sentenze amministrative in Liguria: 245 sono state quelle di accoglimento del ricorso e 283 quelle che lo hanno rifiutato, per il resto non si è potuto procedere con il provvedimento. L’arretrato di fine 2017 è molto vicino ai 3mila ricorsi, vecchie controversie in primis.

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