Trofei di caccia, allarme di CIC e FACE sulle regole delle importazioni

La Federazione e il Consiglio sono preoccupati per le bozze di proposte relative ai trasferimenti internazionali: a essere svantaggiati sarebbero i paesi in via di sviluppo.

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Trofei di cacciaFACE (Federation of Associations for Hunting and Conservation of the EU) e il CIC (International Council for Game and Wildlife Conservation) hanno espresso tutte le loro preoccupazioni in vista della prossima Conferenza delle Parti (la diciassettesima per la precisione) del CITES che ci sarà a settembre a Johannesburg, in Sudafrica. Entrambe hanno quindi deciso di spiegare cosa ne pensano delle bozze di proposte che finora stanno circolando.

FACE e CIC hanno criticato, in particolare, le nuove regole che andranno a disciplinare i trasferimenti internazionali dei trofei da caccia, ritenute poco proporzionate e in aperta contraddizione con la convenzione. In effetti, si è deciso di aggiungere nuove condizioni per quel che riguarda le importazioni, ad esempio oneri finanziari, amministrativi e scientifici che graveranno sui paesi esportatori, molti dei quali sono in via di sviluppo e dunque non in grado di sostenere altre spese.

La federazione e il consiglio ritengono che questi problemi siano molto più gravi di quelli “relativamente minori che si crede siano causati dai trofei di caccia”. Questi stessi trofei, commercializzati soltanto in piccole quantità, verrebbeo soggetti a condizioni che per il momento non sono contemplate dall’Appendice II delle specie per quel che riguarda gli scambi in grandi volumi. L’appello è stato dunque rivolto agli stati membri dell’Unione Europea, invitati a non supportare le proposte appena spiegate per mantenere i vantaggi che hanno le comunità locali nei paesi in via di sviluppo in termini di caccia sostenibile.

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