Capi abbattuti nel 2015-2016, in Basilicata è polemica per le multe “postume” ai cacciatori
La sezione regionale di Arci Caccia ha definito la situazione incresciosa: i cacciatori vengono sanzionati per violazioni che non sanno di aver commesso.
La sezione regionale della Basilicata dell’associazione Arci Caccia ha scelto di intervenire con un comunicato ufficiale per commentare quella che ha definito “una situazione incresciosa”. L’argomento è quello delle sanzioni relative all’attività venatoria: il Corpo di Polizia Provinciale attivo in territorio lucano ha notificato una serie di verbali per delle contravvenzioni “postume”, visto che ai cacciatori è stato contestato l’utilizzo scorretto del tesserino venatorio. In poche parole, l’errore sarebbe stato commesso nel momento in cui sono stati registrati i capi di selvaggina abbattuti nel corso della stagione 2015-2016.
La questione è più che controversa e contraddittoria, anche perchè potrebbero essere penalizzati dei cittadini per una violazioni che non sapevano neanche di aver commesso. Il presidente di Arci Caccia Basilicata, Alfonso D’Amato, si è rivolto all’avvocato Giuseppe De Bartolomeo per tutelare i cacciatori che si trovano sotto accusa ma che allo stesso tempo non hanno responsabilità per non essere stati protagonisti volontari degli episodi sanzionati.
Giornalista. Nato a Roma nel 1982. Tante passioni, tra cui quella per l'ambiente, il territorio e la ruralità, maturata grazie alle vacanze nell'Appennino Umbro-Marchigiano e ai racconti dei cacciatori del posto. Ha dedicato parte dei suoi studi all'agricoltura e all'economia "green".
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