Ospitalità di alto livello
Ci sono luoghi in cui la passione per la caccia si sposa con un’ospitalità di alto livello e un paesaggio capace di rendere speciale ogni esperienza e, la Riserva Portalupa, a Gambolò, in provincia di Pavia, sulle rive del Ticino, è uno di questi. Questa ambientazione è stata la cornice ideale per due giornate dedicate ai test sui semiautomatici Benelli, tra prove sul campo, tradizione venatoria e tanti piacevoli momenti di convivialità. Un’occasione per conoscere da vicino le armi della celebre fabbrica di Urbino, mettendole sotto stress in un contesto autentico e stimolante, senza rinunciare al piacere di stare insieme e condividere la passione per la caccia.
Gli ingredienti del successo
A rendere l’appuntamento Benelli particolarmente riuscito hanno contribuito diversi ingredienti: il fascino di Villa Necchi, legata alla storia della famiglia proprietaria della celebre fabbrica di macchine da cucire; l’organizzazione di Montefeltro, con l’amico Luca Bogarelli, come sempre impeccabile, e la calorosa accoglienza della famiglia Duca, proprietaria della Riserva Portalupa, composta da autentici appassionati cacciatori. Il tutto in compagnia del gruppo di amici giornalisti, con i quali condividere esperienze, impressioni e, naturalmente, qualche bella risata.
La prima giornata
Dopo l’arrivo in albergo, la prima giornata è proseguita con una visita alla riserva, un’occasione per scoprire più da vicino il territorio che ci avrebbe ospitati il giorno successivo. Un ambiente davvero suggestivo, nel quale si percepisce subito la passione con cui la famiglia Duca ha saputo valorizzare il patrimonio naturale, mantenendo vivo il legame con la tradizione venatoria. Vale la pena soffermarsi proprio su questa splendida famiglia, che ruota intorno alla figura di Antonio, vero punto di riferimento del gruppo. Con il suo entusiasmo è riuscito a trasmettere la passione per la caccia anche ai figli e ai nipoti, dando vita a una realtà giovane e dinamica rispettosadi quelle regole, scritte e non scritte, che mettono insieme esperienza, rispetto e senso di appartenenza.
La seconda giornata
La giornata si è conclusa a tavola, con una raffinata cena nel ristorante dell’hotel all’insegna dell’ottima cucina e della convivialità. Un momento piacevole per scambiare impressioni, raccontare esperienze e condividere le aspettative per la sfida sul campo del giorno seguente. La mattina successiva, finalmente, è arrivato il momento di passare all’azione con due drive al fagiano tutt’altro che semplici, pensati per mettere alla prova tanto i semiautomatici Benelliquantoi cacciatori. È stato proprio questo il momento clou dell’evento: confrontarsi direttamente con le armi in condizioni di tiro impegnative, dove non bastano la rapidità e la prontezza di riflessi, ma servono anche attenzione, capacità di lettura delle traiettorie e una buona dose di esperienza. I due drive, organizzati con grande cura, hanno offerto situazioni di tiro stimolanti e tutt’altro che scontate. Ed è proprio in occasioni come queste che si riescono ad apprezzare davvero caratteristiche come l’ergonomia, la naturalezza dell’imbracciata,la velocità e il comportamento complessivo dell’arma. Aspetti che trovano la loro vera dimensione soltanto quando si è sul campo, con il fucile in mano e il fagiano che sfreccia nel cielo.
Affidabilità e prestazioni all’altezza
Sempre emozionante vedere, tra un drive e l’altro, il lavoro dei cani da riporto che, sapientemente guidati, hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo! Quanto ai semiautomatici Benelli, la tecnologia della casa urbinate ha confermato le aspettative, dimostrando ancora una volta affidabilità e prestazioni all’altezza della situazione. La tecnologia delle canne AI ha permesso tiri più precisi, veloci e anche di “osare” qualche tiro più impegnativo e lungo, garantendo l’efficacia e la precisione e se qualcosa non è stato adeguato la colpa va cercata altrove… magari nella scarsa mira del cacciatore (ovviamente parlo solo, ed esclusivamente, di me stesso!). Come da consuetudine, un abbondante pranzo nella splendida casa di caccia della riserva, ricca di ricordi e trofei, ha degnamente concluso questa avventura di due giorni nella campagna pavese.
Così si vive la caccia
Per Benelli, punto di riferimento del panorama armiero italiano e internazionale, appuntamenti come questo rappresentano un modo concreto e diretto per far conoscere i propri fucili. Non una semplice presentazione tecnica, ma un’esperienza da vivere in prima persona, nella quale sono proprio l’utilizzo sul campo e il confronto a fare la differenza. Ma le due giornate alla Portalupa hanno raccontato anche qualcosa in più. Hanno mostrato un modo di vivere la caccia fatto di attenzione ai dettagli, rispetto per l’ambiente, ospitalità e condivisione. La collaborazione tra Benelli, Montefeltro e la famiglia Duca ha funzionato alla perfezione, creando le condizioni per quella che potremmo definire, senza esagerare, una giornata di caccia ideale. A completare il quadro ci ha pensato anche il meteo, particolarmente favorevole, che ha reso ancora più piacevoli le ore trascorse all’aperto.
Esperienze che lasciano il segno
Alla fine, restano il piacere di aver provato sul campo i semiautomatici Benelli, il ricordo di una riserva splendida e, soprattutto, la soddisfazione di aver condiviso due giornate con persone che vivono la caccia con autentica passione. Perché, al di là delle armi e dei risultati, sono proprio queste esperienze a lasciare il segno: quelle in cui la passione venatoria si intreccia con l’amicizia, la buona ospitalità e il piacere di stare insieme.
Nella seguente galleria il funzionamento della tecnologia Benelli AI e i fucili utilizzati a caccia:


















































