Bracconaggio: Lombardia, conclusa l’operazione “Pettirosso” nelle valli bresciane

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Corpo Forestale dello StatoBracconaggio: Lombardia, si è conclusa l’operazione “Pettirosso”, un operazione antibracconaggio delle Corpo Forestale dello Stato effettuata nelle valli del bresciano.

Si è conclusa in Lombardia l’operazione “Pettirosso” condotta dal Corpo Forestale dello Stato sul territorio delle valli del bresciano, Val Trompia, Val Sabbia, Val Camonica, finalizzata a contrastare il fenomeno del bracconaggio; numerosi gli illeciti contestati.

Come ogni anno la Forestale ha effettuato un’intensa attività antibracconaggio, durata circa un mese, sul territorio compreso tra le valli del Bresciano al fine di tutelare l’avifauna migratoria, specialmente le specie protette che transitano in Italia.

L’operazione ha permesso di rilevare numerosi illeciti concernenti la normativa venatoria per i quali, complessivamente, più di 110 persone sono state denunciate per vari tipi di reato tra cui l`utilizzo di mezzi non consentiti per l’esercizio venatorio, il maltrattamento di animali, l`omessa custodia e il porto abusivo di armi, il furto venatorio, la caccia a specie protette e perfino la ricettazione.

Sono stati inoltre sequestro quarantacinque, quaranta richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, 177 reti da uccellagione, 618 trappole tipo “sepp” (tagliole in ferro con scatto a molla) e 725 archetti, un micidiale tipo di trappola realizzata con un ramoscello curvato a “U” che scattano quando il volatile vi si posa intrappolandolo.

Settecento invece sono stati gli esemplari di avifauna, sia vivi che morti, sequestrati dagli uomini della Forestale i quali hanno provveduto a liberare sul posto quelli in buona salute mentre gli altri esemplari più debilitati sono stati affidati alle cure del Centro Nazionale di Recupero Fauna Selvatica “Il Pettirosso”. Tra le specie di volatili vittime del bracconaggio nel territorio delle valli bresciane si trovano soprattutto pettirossi, fringuelli, peppole, capinere, lucherini, frosoni, cince, verzellini e passere scopaiole.

L’operazione si è svolta in stretta collaborazione con il Comando Provinciale di Brescia e si è articolata in due turni, in ciascuno dei quali 24 uomini del NOA, Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato sono scesi in campo per contrastare il fenomeno del bracconaggio ed ogni tipo di violazione legata alla normativa venatoria; non sono mancate le situazioni a rischio legate alle avverse condizioni ambientali ed alle reazioni talvolta violente di trasgressori colti in flagranza.

30 ottobre 2012

 

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