Caccia al Fagiano: Ambiente Network promuove ed organizza un monitoraggio estivo sulla specie Fagiano Phasianus colchicus in Provincia di Roma all’interno degli ambiti ATCRM1 e ATCRM2.
Referente del progetto è Stefano De Vita, ornitologo, esperto in gestione faunistica ed allevamento della fauna selvatica, Giudice ENCI, Educatore ed Addestratore Cinofilo riconosciuto ENCI e Regione Lazio. Censire gli animali selvatici nel loro ambiente naturale è di primaria importanza per la conservazione delle specie, ma anche per la programmazione di un corretto prelievo venatorio. Riteniamo che oltre ad una errata pratica dei metodi e dei tempi di immissione della selvaggina e nella fattispecie del fagiano, si aggiunge anche una errata gestione venatoria della specie, sia dell’arco temporale dei prelievi, sia nel prelievo riferito alle classi di sesso.
L’ attività venatoria oggi non può più essere esercitata senza una profonda conoscenza naturalistica del cacciatore, come non può essere esercitata senza che il prelievo di qualsiasi specie non sia inserito in un concetto generale di conservazione e di protezione. Prelievo praticabile solo sulla base di precisi elementi conoscitivi dello status e della dinamica delle popolazioni, non solo a livello locale ma più in generale a livello globale della popolazione stessa. L’attività venatoria è ammessa laddove persistono ed interagiscono i concetti di salvaguardia, di mantenimento, di riqualificazione e di miglioramento degli ambienti naturali, in sinergia con dei precisi studi e ricerche scientifiche che saranno poi la base per determinare dei precisi piani di abbattimento, abbattimenti che toccheranno solo il surplus della popolazione animale interessata. La natura offre risorse rinnovabili e queste risorse sono i frutti da raccogliere senza mai intaccare l’albero. La caccia non può esistere senza la sinergia del mondo scientifico.
Area interessata dal censimento: Alcune aree campione ricadenti nei territori degli ATC Ambiti Territoriali Caccia di RM1 e RM2. Le aree saranno individuate nelle zone dove gli ATC RM1 e RM2 hanno effettuato le operazioni di immissioni per ripopolamento di fagiani. Metodologia applicata: la modalità di esecuzione del censimento estivo è effettuata con l’impiego di cani da ferma e da cerca perfettamente addestrati, di età non inferiore a 2 anni, tutti i soggetti utilizzati sono perfettamente educati ed addestrati, nonché rispondenti alle caratteristiche morfologiche ed attitudinali di razza.
Saranno utilizzati sia le razze da ferma (Continentali esteri, Continentali italiani ed Inglesi) e le razze da cerca (Spaniels) per coprire i territori più idonei e rispondenti al lavoro delle specifiche razze: Cane da ferma – ampie stoppie e prato pascolo e naturale misto a siepi, macchie, filari alberati, etc.; Cane da cerca ampi fossi e canaloni, ampie zone boscose, ampie macchie intricate, etc. Sarà data prerogativa alle ore diurne ad iniziare dall’alba, ore più idonee data la presenza di umidità sul terreno in quanto condizioni migliori per l’olfatto del cane e quindi maggiore probabilità per la ricerca e scovo della selvaggina.
Accertamento della presenza del fagiano: ogni operatore dovrà memorizzare il punto con sistema GPS e comunque compilare un modulo di rilevamento dove l’operatore cinofilo dovrà annotare una serie di dati. Tutto il progetto ha seguito una metodologia già indicata dall’ISPRA ex INFS sul monitoraggio faunistico con l’uso del cane.
Il progetto ha avuto il parere positivo dall’ISPRA che ha specificato appunto che: “considerando le scarse informazioni sulla distribuzione della specie nel territorio della Provincia di Roma e le conoscenze disponibili sugli esiti degli interventi di ripopolamento della specie (che evidenziano nella maggioranza dei casi bassi valori di sopravvivenza degli individui immessi), si ritiene che il programma di lavoro proposto possa contribuire in modo significativo ad orientare la gestione della fauna selvatica negli ATC in oggetto”. L’ISPRA ha anche specificato che rimane in attesa dei risultati ottenuti che scaturiranno dall’elaborazione dei dati.
Collaboreranno a questo progetto anche la Dr.ssa Linda Sartini ed il Dr. Cristiano Papeschi, laureati in medicina veterinaria, per un monitoraggio parassitologico sugli eventuali campioni fecali raccolti nell’ambito dell’iniziativa. Infatti gli operatori cinofili cercheranno nel limite delle possibilità e qualora vengono rinvenute delle feci di fagiano, queste verranno messe singolarmente in piccole bustine di plastica o tipo cuki, anche in questo caso riportare le coordinate con sistema GPS del ritrovamento. Gli eventuali dati degli esami parassitologici saranno anche rapportati con i dati di densità dei fagiani presenti per le singole zone. Riteniamo di primaria importanza l’aspetto cinofilo che è poi quello fondamentale per il raggiungimento finale degli obiettivi prefissati e cioè un giusto ed equilibrato approccio con il cane ed un corretto utilizzo dello stesso finalizzato ad una corretta gestione faunistica delle specie d’interesse.
Scopo del monitoraggio estivo: stabilire se le immissioni effettuate nel periodo estivo 2014 hanno prodotto il risultato di permanere sul territorio degli ATCRM1 e ATCRM2 una presenza di fagiani. Il monitoraggio del fagiano all’interno degli ATCRM1 e ATCRM2 sarà effettuato rispettando quanto previsto dalle normative vigenti.
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