Caccia al lupo in Romania.. Tra Miti, Fiabe e Cacce d’altri Tempi

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La caccia al lupo in Romania è un legame antico, di amore e di odio, di paura e di rispetto quello che lega l’uomo al lupo. Forse proprio per questo la caccia a questo predatore suggestiona ed affascina tanto i cacciatori di ogni angolo d’Europa. Per provarne il brivido la meta più gettonata è certamente la Romania.

I cacciatori nostrani negli ultimi anni stanno imparando a conoscere con una certa precisione la Romania. Terra selvaggia e ricca, è un bel paradiso per chi ama l’arte venatoria, nel quale è possibile dar la caccia al capriolo, al cervo, al cinghiale, all’orso, al gallo cedrone, alla lince, tanto per fare qualche esempio.

Si potrà praticare la caccia alla stanziale, la caccia alla migratoria ma anche la caccia grossa, ma soprattutto ci si potrà dedicare a tipologie di caccia non troppo conosciute, per lo meno in Italia. Fra le più affascinanti e praticate c’è l’antica caccia al lupo, sfida atavica e radicata che ancora oggi stimola cacciatori che raggiungono la Romania da ogni angolo del mondo.

Si stima infatti che in Romania siano concentrati 3500 esemplari circa, tutti ben distribuiti fra foreste, montagne, colline e pianura, che ben si adattano a vivere in a contatto con la neve alta. Il gruppo più folto riscontrato è localizzato nelle aree boschive del Delta del Danubio, e per questo sono numerosi i viaggi venatori che puntano a quella meta. Nonostante l’abbondanza di selvatico, la caccia al lupo si dimostra complicata e pericolosa e proprio per questo tanto eccitante. Il lupo è in fondo un animale maestoso ed elegante, che può dimostrarsi letale, del quale si sa in effetti poco. E’ mammifero e monogamo, tanto per cominciare, e vive mediamente 16 anni. E’ un ottimo nuotatore, esattamente come il cane e può arrivare a pesare, da adulto, fino a 50 kg, per quanto siano stati intercettati esemplari di oltre 70 kg.

Da notare inoltre che si tratta di una specie sedentaria, che si lega strettamente al territorio; proprio per questo di rado abbandona il proprio habitat eppure per procurarsi del cibo durante la caccia può allontanarsi dalla propria tana fino a 50 km.  Sorprende sapere che il lupo può digiunare, per necessità contingenti, fino a una settimana, ma quando trova la propria preda è capace di ingerire fino a 15 kg di carne che ingerisce senza necessità di masticare.

Predatore a cinque stelle si ciba di capre, agnelli, pecore e caprioli, cinghiali cuccioli, maiali, cani, puledri o asini, ma in caso di necessità non disdegna anche topi, insetti e perfino bacche e frutta. Teme profondamente l’uomo e per questo di rado lo attacca anche se affamato, per quando spesso si sia convinti del contrario.

Ad oggi la caccia per questa specie è chiusa, viste le convenzioni internazionali stabilite per la protezione del lupo, eppure il ministero dell’ambiente rumeno, per livellare i periodici squilibri che si creano fra la popolazione di cervidi, predatori ed ungulati, di tanto in tanto rilascia particolari autorizzazioni per la caccia al lupo. Queste sono nominali e consentono l’abbattimento di un numero limitato di esemplari esattamente come accade per la caccia di selezione.

Fra le tecniche consentite per la caccia al lupo quella in battuta, alla cerca, al richiamo e alla posta.

Quando parliamo di caccia al lupo in battuta, ci riferiamo ad una caccia diurna, praticata soprattutto d’inverno, praticata in team da battitori e da poste. I primi seguono le orme lasciate dal lupo e lo stingono in cerchio, spingendo l’esemplare verso i cacciatori in posta.

Molto impegnativa anche la caccia alla cerca: il team di cacciatori deve essere costituito da esperti del luogo, che a conoscenza di sentieri, passaggi e anfratti, si muovono silenziosamente e cercando di cogliere di sorpresa il lupo. Ovviamente la cerca si svolge in prossimità della tana del lupo o nelle zone maggiormente frequentate dal predatore.

Non meno praticata la caccia al richiamo. Si tratta di una tecnica impiegata soprattutto la mattina presto o in alcuni casi la sera, poco prima dell’imbrunire. La figura dell’urlatore in questo caso è fondamentale: sarà lui ogni 15 minuti a emettere il verso del lupo ad arte, richiamandolo appunto. Si tratta di una caccia antichissima e davvero suggestiva, che consente un contatto diretto con la natura.

Infine non possiamo dimenticare la posta, tecnica di caccia durante la quale si utilizza una carcassa di animale morto, meglio ancora se di ovino. Praticata solamente durante le notti di luna piena, vista l’incrementata visibilità, il cacciatore si posiziona in baite o rifugi dette cabane o colibe per sparare da fermo.

Altre due tecniche particolari meritano almeno un accenno: parliamo della caccia a corsa e di quella all’agguato. La prima si svolge fra dicembre, gennaio e febbraio e di norma è combinata con quella al cinghiale. E’ particolarmente difficile ed impegnativa e richiede una certa preparazione fisica.

La caccia all’agguato invece si svolge in appostamento all’interno di torri con sistemi di riscaldamento, e somiglia molto da vicino alla caccia alla posta.

In genere si consiglia di utilizzare per la caccia al lupo un calibro di 6,4 – 7 millimetri. Durante gli agguati notturni potrebbe tornare molto utile un cannocchiale speciale con punto rosso o magari un amplificatore di luce.

Chiunque volesse organizzare un viaggio venatori in Romania o in generale sui monti Carpazi per cimentarsi nell’affascinante caccia al lupo, deve tener in considerazione alcuni elementi.

Prima di tutto la caccia al lupo si svolge fra settembre e marzo, in secondo luogo è d’obbligo affidarsi ad associazioni venatorie che dispongono di osservatori e di permessi per controllare e selezionare le popolazioni autoctone di lupi.

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