Caccia alle anatre con il Falco Pellegrino

0

Caccia alle anatre con il Falco PellegrinoQuesto rapace è in grado di raggiungere, in picchiata, i 320 Km/h. I suoi attacchi alle anatare sono fatali. Questa tecnica di caccia vede la collaborazione tra il falconiere ed il Falco: il primo fa alzare in volo le anatre, il secondo le cattura.

Il falco pellegrino è una specie di falconide diffuso quasi in tutto il mondo. E’ noto per l’elevata velocità che può raggiungere in picchiata durante la caccia, la quale si attesta intorno ai 320 km/h, rendendolo il più veloce nel regno animale. Quella con il Falco Pellegrino viene considerata una delle tecniche di caccia più affascinanti e classiche della falconeria.  Le prede cacciabili con questo uccello sono il Germano reale, le Marzaiole, i Mestoloni e le Alzavole.

Gli esperti considerano questa tecnica di caccia con il Falco molto complessa, poiché le anatre sono uccelli molto veloci e abili a respingere e schivare gli attacchi.  Anche se l’uso del cane non è indispensabile, spesso si è costretti ad effettuare lunghi spostamenti per arrivare nei territori frequentati dalle anatre, con conseguenti alti costi di carburante.
La tecnica di caccia con il Falco Pellegrino si pratica in ambienti umidi, in prossimità di canali, chiari e raccolte d’acqua che attirano le anatre. Quest’ultime, come il Germano reale che è la preda principale, sono stanziali in Italia ma vengono raggiunti dal doppio passo dei migratori. Durante il periodo venatorio sono presenti in gran numero e questo può dare un certo margine di sicurezza della battuta di caccia con il Falco. Il momento migliore per liberare il nostro Falco è all’alba e al tramonto, mentre se si usa il basso volo (Astòre) si può cacciare durante tutto il giorno.

il Falco Pellegrino in voloL’addestramento del Falco Pellegrino, così come avviene per tutti i rapaci utilizzati in ambito venatorio, è essenziale. A tal fine vengono usati i germani reali da addestramento/allenamento , per insegnare al giovane Falco i rudimenti dell’attacco. Nel momento in cui si decide di usare il Falco Pellegrino sul selvatico vero e proprio, è necessario introdurre i falchi a ridosso dell’apertura della stagione venatoria, in modo tale da sfruttare l’abbondanza di esemplari di anatre giovani ancora poco esperti e di conseguenza facili prede.
Occorrerà circa un’intera stagione venatoria con voli di 2-3 volte alla settimana o più, per insegnare al Falco le tecniche di attacco alle Anatre. Si dovrà prestare massima attenzione allo sviluppo della muscolatura dei falchi, al fine di consentire loro di rimanere in volo anche per 20 minuti prima di poter dare il via ad un attacco. Il peso ideale di un Falco Pellegrino deve essere di almeno 850 grammi.

La zona di caccia non deve consistere in uno specchio d’acqua troppo grande, altrimenti le anatre non si involeranno, e non deve esserci presenza di zone antropizzate e/o recinti nell’area di caccia. Il falco andrà in volo distante dalla zona di caccia, per non allarmare le anatre troppo presto. Il falconiere con il falco in volo d’attesa, si deve muovere verso lo specchio d’acqua ed il falco deve restare esattamente centrato, ad un’altezza non superiore ai 100 metri. Il falconiere avrà il compito di far involare le anatre, le quali verranno attaccate dal falco in picchiata ad una velocità di circa 320 Km/h.

il falco pellegrino è in grado di raggiungere, in picchiata, i 320 Km/h.E’ importante ricordare che il falco, ad altezze superiori ai 100 metri, scendendo in picchiata riesce a raggiungere e forse superare la cosidetta velocità critica di cui il suo corpo, ad ali chiuse, è capace. Brevemente, ricordiamo che la velocità critica è quella che un corpo, di determinati peso e forma, può raggiungere, accelerato dalla forza di gravità e rallentato dalla resistenza dell’aria. Hangte, nel 1968, ha potuto calcolare che la velocità critica del falco pellegrino si puoò collocare fra i 368 e i 384 chilometri all’ora. Un ulteriore caratteristica del falco pellegrino è la rigidità delle penne remiganti, fondamentali per la manovrabilità alla fine della picchiata. Ma penne rigide significa anche penne fragili, perciò la cattura deve sempre avvenire in spazi aperti, evitando il rischio di colpi con rami e perfino fogliame. La strategia di caccia del falco pellegrino consiste nel tentativo di portarsi in posizione dominante nei confronti della probabile preda. La cattura vera e propria avviene con la cosiddetta “stoccata”, un colpo sferrato con entrambi gli artigli, che dovrebbe tramortire, o sbilanciare, o ferire la preda, la quale cadrà a terra, dove viene uccisa con il potente becco.
La tecnica di caccia con il Falco Pellegrino è affascinante e suggestiva. Vedere ed ammirare questo animale che scende in picchiata ad altissima velocità è uno spettacolo della natura.

5/5 (1)

Valuta questo articolo!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here