Caccia e Fauna: Lunigiana, emergenza ungulati, Coldiretti chiede abbattimenti straordinari

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Cinghiali in branco - Sus ScrofaCaccia e Fauna: Lunigiana, emergenza ungulati in 10 comuni e una ventina di frazioni, Coldiretti chiede abbattimenti straordinari.

Coldiretti chiede alla Provincia di Massa Carrara interventi “tempestivi”: è necessario ridurre il numero di ungulati presenti. Viti, ulivi, frutteti e orti devastati e divorati da cinghiali e caprioli. Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti: “Prelevamento insufficiente: agricoltori via dalle montagne”. Emergenza ungulati in 10 comuni: Coldiretti chiede abbattimenti straordinari per arrestare la furia di cinghiali e caprioli artefici di una serie interminabile di attacchi e devastazioni nelle ultime settimane complice anche il periodo “felice” per alcune coltivazioni come l’uva e particolari frutti. Decine i raid segnalati dagli agricoltori e da Coldiretti che in queste ore ha provveduto ad inviare una lettera alla Provincia di Massa Carrara e per conoscenza all’ambito Territoriale di Caccia 13 con la richiesta di attivare “tempestivamente” gli interventi così come previsto dall’ex articolo 37 della legge regionale 3/94 con cui si possono autorizzare prelevamenti eccezionali di fronte a casi di danneggiamento seriali ad opera degli ungulati. “Una situazione non più sostenibile e tollerabile – la definisce Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti – che sta mettendo a serio rischio molte coltivazioni di stagione come le viti, gli ulivi e i frutteti che sono in una fase decisiva e alla vigilia del raccolto”. Per non parlare delle aziende che coltivano gli ortaggi e dei tanti hobbisti costretti ad abbandonare le coltivazioni a causa della mancata produzione dei terreni.

Interessati un po’ tutti i comuni della Lunigiana e le colline del Candia, a Massa. La presenza di danni alle produzioni sono state rilevate a Comano (frazione di Montale, La Greta, Cattognano nelle vicinanze del cimitero), Licciana Nardi (Varano, Sopra a Ripola, Tavernelle, Cuccarello, Bastia), Aulla (Bigliolo vicino alla Chiesa, Bondola e Vecchietto), Podenzana (Serracanda), Pontremoli (Costa Santa Caterina e Ceretoli), Mulazzo (Castevoli Bergondola), Fivizzano (Gassano, Groppoli di Gassano, Moncigoli, Agnino, Magliano, Cerignano, Piano di Collecchia), Fosdinovo (Paghezzana, Giucano) e Massa (colline del Candia).

“Evidentemente – sottolinea Tongiani – il piano di prelevamento non è stato sufficiente per limitare la popolazione di cinghiali presenti che restano la specie più numerosa e più dannosa per l’agricoltura in particolare nelle zone marginali, limitrofe a boschi e parchi. La pressione venatoria va assolutamente rivista perché di questo passo gli ungulati prenderanno il posto dell’agricoltura. Ci scacceranno dalle nostre montagne e dalle nostre colline”.

Stando ai dati forniti dalla Regione sono 350mila gli ungulati presenti in Toscana tra cinghiali, caprioli, storni e mufloni che costano, in termini di danni, 1milione 700mila euro di danni, per il 70% imputabili alle scorribande dei cinghiali che da soli rappresentano la metà della popolazione totale di ungulati. Di questi – secondo Coldiretti – solo 1 su 3 viene denunciato: “Nelle nostre campagne il totale dei danni patiti dalle produzioni agricole in campo e dalle opere approntate sui terreni agricoli (serre, opere per la regimazione etc) sono stati almeno tre volte superiori rispetto a quelli certificati – fa sapere Francesco Ciarrocchi, Direttore Provinciale Coldiretti.

Tra il dato certificato e quello effettivamente subito ma non denunciato, esiste un divario enorme che manipola la realtà del problema”. I recinti sono una valida soluzione ma a volte limitata come dimostrati i numerosi “attacchi” delle ultime settimane: “Non sempre sono uno strumento efficace; – analizza ancora Ciarrocchi – purtroppo in diverse situazioni i caprioli hanno sfondato i recenti e mangiato i frutti così come i cinghiali. La presenza della fauna è un elemento importante anche per l’agricoltura ma non quando diventa una catastrofe. Bisogna prelevare di più”. Coldiretti confida ora nella celerità dei prelevamenti straordinari. “Fate presto – conclude Tongiani – o le aziende avranno danni per decine di migliaia di euro”.

24 settembre 2013

Fonte: Coldiretti

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