Wilderness: Parco degli Ernici, AIW replica a Orso&Friends

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Associazione Italiana WildernessWilderness: Parco dei Monti Ernici, prosegue la polemica con botta e risposta tra Associazione Italiana Wilderness e l’associazione Orso&Friends.

Ecco, finalmente sappiamo con chi stiamo polemizzando, non più una sigla (Orso and Friends) ma una persona che li rappresenta: ci sono voluti quasi dieci articoli di stampa per arrivare a tanto! La presidente dottoressa Nicoletta Pupp ci dice di essere di origini altoatesine. Allora dovrebbe ben sapere che nei Parchi dell’Alto Adige si caccia regolarmente, e che sono stati istituiti con il pieno consenso delle collettività locali. Ecco, è quello che l’Associazione Wilderness e l’ATC FR1 vanno dicendo da anni. Perché nessuno è contro all’idea che la bellezza ed i valori dei Monti Ernici vengano a godere di protezione, ma un conto è proteggerli da strade, centrali eoliche, impianti da sci e costruzioni varie; un conto è porre dei vincoli vessatori per le collettività locali sull’utilizzo delle risorse naturali rinnovali, che proprio in quanto tali (rinnovabili) possono benissimo essere sfruttate, caccia compresa, come avviene in tutti i Parchi del “Suo” Alto Adige. Perché ciò non si richiede anche per i Monti Ernici? E perché proprio le Aree Wilderness non piacciono, quando esse sono designate con forme di tutela similare, ancorché decise dai Comuni e non dall’autorità regionale?

La risposta è molto semplice, a parer nostro: perché Orso and Friends ed il Comitato che supporta l’idea di Parco vogliono un Parco chiuso alla caccia, non un Parco che si limiti a difendere il territorio ed i suoi valori paesaggistici e di biodiversità e che sia condiviso dagli abitanti locali!

Leggiamo con soddisfazione dell’ammirazione che la Dottoressa Pupp ha per l’idea della Wilderness. Ce ne compiacciamo, perché almeno su questo punto troviamo un terreno di incontro. E ci permettiamo di ricordarle che negli USA dove queste Aree sono state “inventate”, esse sono aperte all’attività venatoria, e lo sono pur essendo iper-vincolate dal punto di vista ambientale e paesaggistico e pur essendo in gran parte esterne proprio ai Parchi Nazionali (che si è evitato di ampliare proprio grazie al fatto che esistono le Aree Wilderness).

E allora, perché non adottare anche da noi questa politica? Perché si vuole assolutamente un Parco chiuso alla caccia? Forse perché piuttosto che la Wilderness (che racchiude TUTTI i valori della natura) essi amano i soli animali, senza rendersi conto che proprio un eccesso di amore verso cinghiali, cervi e caprioli stanno mettendo a rischio l’Orso marsicano ed il Camoscio nel vicino Parco; per cui essi vogliono un Parco che sia condiviso, non tanto dagli abitanti locali quanto dai turisti romani e… altoatesini.

Essa, la dottoressa, elogia anche il turismo del Parco d’Abruzzo, ma si dimentica di dire che è proprio grazie a quel turismo se l’orso è arrivato a spostarsi sui Monti Ernici. Si impari dai pellerossa americani che per difendere il Grizzly chiudono ogni anno (a tutti!) le aree alimentari, mentre da noi le aree del Ramno vengono adibite a turismo a pagamento! Che si voglia fare così anche nell’auspicato Parco degli Ernici? Turismo e danaro e posti dirigenziali, altro che tutela di habitat e paesaggi!

F.to Franco Zunino – Segretario Generale dell’AIW
F.to Dott. Edmondo Vivoli – Presidente dell’ATC FR1

( 24 Settembre 2013 )

Associazione Italiana Wilderness

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