Caccia e Fauna: Piemonte, Cinghiali radioattivi in Val Sesia

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Cinghiali - Sus ScrofaCaccia e Fauna: Piemonte, a seguito di un controllo sanitario alle carni dei cinghiali abbattuti in alta Val Sesia sono stati scoperti residui di radioattività da Cesio 137.

Nelle ultime settimane alcuni ricercatori veterinari hanno analizzato le carni di 27 cinghiali selvatici provenienti dalla zona dell’alta Val Sesia dopo che eseguendo ulteriori analisi alla ricerca di parassiti comuni quali la trichinella, è emerso invece che i campioni analizzati presentavano tracce di radioattività dieci volte superiore al livello massimo tollerato. La carne è stata immediatamente sottoposta a sequestro e sono state eseguite ulteriori e più specifiche analisi dalle quali è risultata l’effettiva presenza in quantità elevata di Cesio 137, un pericoloso isotopo radioattivo prodotto dal processo di fissione nucleare quindi proveniente da una centrale nucleare funzionante o da un incidente come quello di Chernobyl.

La notizia a quanto pare non è stata divulgata immediatamente e nel frattempo sono state eseguite le ricerche scientifiche del caso con l’intervento del Ministero della Salute; i cinghiali oggetto delle analisi erano stati abbattuti nel corso di battute di caccia nella zona dell’alta Val Sesia, nel vercellese.

Resta comunque il mistero sulle cause che abbiano potuto portare alla contaminazione degli animali selvatici ma la preoccupazione è massima poiché il cesio 137 è pericoloso per la salute umana e solo alcuni campioni di cinghiale vengono analizzati alla ricerca di ben più comune e assai meno pericoloso della trichinellosi. Sussiste infatti il timore che a fronte dei ventisette cinghiali analizzati e trovati positivi alle radiazioni da cesio 137 ve ne possano essere tanti altri ancora in circolazione o magari già macellati e surgelati nei frigoriferi di cacciatori e ristoranti della zona.

Per fronteggiare questa situazione il Ministero della Salute ha inviato nella zona uno staff specializzato nella ricerca di materiale radioattivo che provvederà ad analizzare i luoghi dove sono stati abbattuti i cinghiali, l’erba, il terreno e l’acqua della zona eventualmente bevuta dagli animali, al fine di scoprire quale possa essere la causa della contaminazione radioattiva.

Resta una sola certezza: la presenza di cesio 137 nell’ambiente non può essere ricondotta ad un fenomeno naturale ma esclusivamente alla fissione nucleare generata in una centrale nucleare sia essa funzionate o danneggiata da un incidente.

8 marzo 2013

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