Salta la discussione sul prolungamento del calendario venatorio. Fenu (sardegna zona franca) attacca: <<una palese ingiustizia che penalizza i cacciatori sardi>>.
La maggioranza fa mancare il numero legale al momento del voto sull’allungamento del calendario venatorio. Un provvedimento proposto da Modesto Fenu – leader di Sardegna Zona Franca – con un unico obiettivo: <<Un documento che mirava – spiega – a risolvere la palese ingiustizia, con un danno senza fine, perpetrata tutti gli anni a svantaggio dei 40 mila cacciatori sardi che, nonostante paghino le tasse e rappresentino uno spaccato importante della nostra società subiscono un’indubbia sperequazione rispetto ad altre Regioni d’Italia e, soprattutto, alla Corsica sui tempi più estesi del calendario venatorio e sul prelievo dei turdidi che gravitano nella nostra Isola>>. E’ il solito copione. O quasi. <<Molti appassionati si ritroveranno costretti ad andare in Corsica o da altre parti della Penisola per prelevare la selvaggina che avrebbero potuto trovare in Sardegna.
Verrà alimentato così il turismo dell’Isola francese, che vanta una stagione venatoria più vantaggiosa per i cacciatori, sino alla fine di febbraio, visto che si è organizzata dal punto di vista turistico, aprendo la caccia anche ai turdidi tutte le giornate, proprio per incrociare le esigenze dei cacciatori che arrivano dalla Sardegna. Appare ridicolo poi che in gran parte della Penisola il prelievo ai turdidi si prolunghi sino al 31 gennaio, mentre in Sardegna si debba interrompere nella prima decade di gennaio>>.
La mancata approvazione della mozione apre un nuovo timore. <<Si tratta di una sensazione diffusa – osserva Fenu – E’ evidente che alcune forze politiche vogliano marciare senza alcuna esitazione, con totale spregio della realtà dei fatti e delle specificità della Sardegna, verso l’istituzione degli ambiti territoriali di caccia. Un’assurdità inconcepibile. Una situazione alla quale ci opporremmo con tutte le forze e con ragionevolezza. Si tratterebbe, infatti, di un danno non solo per l’attività venatoria ma soprattutto per l’ambiente della Sardegna, con l’apertura incontrollata all’arrivo in Sardegna di cacciatori dal continente italiano e non solo. L’auspicio è di non trovarci da soli in questa battaglia>>. Il capogruppo del movimento Sardegna Zona Franca si mostra perplesso,: <<E’ veramente ingiusto e irrispettoso che la Regione chieda la disponibilità ai cacciatori di collaborare per risolvere alcuni problemi di carattere ambientale, presidio del territorio e campagne antincendio, e sanitario economico della Sardegna e non sia disposta ad affrontare in modo razionale le problematiche del mondo venatorio e risolverle. Perché i cacciatori hanno dato la loro più totale disponibilità – prosegue – nei confronti della Regione, rendendosi protagonisti nel monitoraggio della diffusione di una epizoozia come la peste suina nel tentativo della sua eradicazione e nell’abbattimento dei cinghiali per contenerne il proliferare dannoso e della lotta ai selvatici nocivi come le cornacchie, i cui danni vanno risarciti alle aziende agricole sarde e che provocano disastri alle campagne che gravano sul bilancio Regionale. Nonostante ciò questo impegno che non basta, perché i cacciatori ancora una volta si vedono penalizzati e umiliati dalla mancanza di coraggio dell’amministrazione regionale nell’intraprendere una battaglia giusta e doverosa a tutela della specificità dell’Isola>>.
Le convergenze lasciavano intravedere spiragli positivi. <<Verissimo – sottolinea Fenu – sulla mozione c’era anche l’intesa e la mia disponibilità al ritiro di due punti non condivisi dalla maggioranza. Eppure, pur di non votare il documento, la coalizione di governo ha preferito abbandonare l’aula, rinviando così ogni decisione alla prossima seduta di consiglio. Mi auguro che nel frattempo possano maturare le giuste riflessioni sul tema, tanto caro agli appassionati dell’arte venatoria e dell’ambiente. Devo dare atto che alcuni esponenti della maggioranza sono rimasti in aula e hanno dimostrato una concreta sensibilità sulla possibilità di venire incontro alle richieste dell’universo venatorio isolano>>. Un epilogo amaro per Fenu. <<Una grande delusione, considerate anche le mie dichiarazioni di totale apertura e disponibilità nei confronti dell’assessore regionale all’ambiente Spano, a cui va riconosciuta la volontà di voler affrontare una questione così importante per il governo del territorio in modo razionale e scientifico e non ideologico. Per questo mi sarei atteso un atteggiamento più deciso e convinto a favore della mozione>>. L’appello al comparto è chiaro: <<Ora più che mai – rimarca Fenu – serve una forte coesione ed unità del mondo venatorio, con una posizione di ferma condanna su questa palese ingiustizia che ancora una volta si ripropone nei confronti dei 40 mila appassionati dell’arte venatoria in Sardegna>>.
Una situazione che crea malumore: <<Perché c’è un approccio al tema di tipo ideologico ed irrazionale – accusa il rappresentante di Sardegna Zona Franca – Basti pensare che all’interno del Comitato Faunistico regionale siedono alcuni personaggi che, in diverse occasioni e circostanze (fatto testimoniabile), hanno dichiarato che i cacciatori morti in incidenti di caccia erano ancora troppo pochi, augurandosi altri tragici eventi. Nei prossimi giorni solleciterò le dimissioni di tale persona o le scuse pubbliche nei confronti dei cacciatori e delle famiglie che hanno subito queste tragedie. Mi auguro che tutto l’organismo regionale prenda le distanze da tali atteggiamenti radicali, chiedendo di rassegnare le dimissioni immediate di queste persone, affinché possa essere riavviato un dialogo e una collaborazione proficua tra due mondi che amano l’ambiente, ma che a causa di questi incomprensibili estremismi non riescono a comunicare>>.
Sin dai prossimi giorni è probabile che la mozione sia riportata in aula. <<Occorre una mobilitazione generale del mondo venatorio – conclude Fenu – a tutela delle prerogative, degli interessi e dei diritti del comparto. Auspico che la risposta sia forte ed unitaria. Non vorremmo infatti che i diritti dei cacciatori possano essere ridotti a carta straccia, continuando ad esercitare un’ingiustizia evidente nei confronti di un universo venatorio che garantisce alla Sardegna reddito e occupazione, con una salvaguardia del territorio senza eguali. Una situazione che la Regione non ha mai tenuto in considerazione, riconoscendo ai cacciatori un ruolo primario nel controllo del paesaggio con maggiori diritti per il mondo venatorio. E’ ora di valorizzare questa straordinaria risorsa umana che sono i cacciatori Sardi>>.
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