Caccia: Viterbo, “I cacciatori della Tuscia” riuniti per tutelare loro diritti e passione venatoria

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CacciatoriCaccia: Viterbo, “I cacciatori della Tuscia” riuniti “Faremo valere i nostri diritti, rispetteranno la nostra passione. Insieme possiamo farcela”.

Si è tenuta con grande partecipazione la seconda riunione dei cacciatori della Tuscia presso i campi da calcetto del Salamaro, organizzata dagli stessi cacciatori. Nel pomeriggio dello scorso sabato, 5 aprile, più di 250 persone hanno dato vita ad un movimento spontaneo, senza influenze superiori, finalizzato alla tutela degli interessi e dei diritti dei cacciatori nonché delle loro tradizioni, che possa permettere loro di praticare la loro passione venatoria. I promotori della riunione hanno così commentato l’incontro, “Ci aspettavamo qualche contatto da parte delle associazioni invece non ci ha considerato nessuno, non ci stanno dando credito ma noi procederemo per la nostra strada. Vogliamo riunire tutta la provincia di Viterbo, tutti i paesi e lotteremo affinché il numero di aderenti ci permetta di avere un peso importante”.

 

Sul movimento gli organizzatori hanno poi spiegato che “I cacciatori della Tuscia” non hanno secondi fini volti a sistemare gli amici degli amici, “Nulla di tutto questo, non devono esistere interessi particolari, nessuno deve dare niente, è solo un modo per radunarci tutti sotto un’unica campana, quando ci presenteremo presso gli Uffici preposti ci dovranno rispettare, aprire le porte, faremo valere i nostri diritti, andremo a caccia tranquilli. Il progetto sta iniziando ad interessare anche ai ‘piani alti’, ci sono persone che si sono dette disponibili senza chiedere qualcosa in cambio, sono pronte a fornirci tutta la documentazione necessaria, a rispondere alle nostre richieste”.

Il movimento dei cacciatori si è fissato due priorità: innanzitutto sistemare la situazione in Regione, tra le varie Province, in modo da giungere all’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio, dopodiché si potrà iniziare un processo di studio finalizzato a capire cosa possa essere fatto per tutelare gli interessi e i diritti dei cacciatori; seconda priorità del movimento è raggiungere una situazione in cui la passione venatoria venga rispettata da tutti. Gli organizzatori hanno infatti affermato, “Abbiamo già toccato il fondo, più in basso di così non possiamo andare, i presupposti ci sono tutti. Non vi promettiamo cose impensabili, è un processo che va iniziato e per completarsi impiegherà diversi anni, ma riusciremo a far capire a chi comanda che siamo stufi, vogliamo il giusto peso, la giusta parola, sentiranno la nostra presenza, per questo dobbiamo essere in tanti rimanendo uniti, cercando di rafforzarci”.

I cacciatori della Tuscia, come tanti altri cacciatori in tutta Italia, si dicono stanchi dell’operato delle varie Associazioni Venatorie riconosciute a livello nazionale che però non fanno altro che contrastarsi l’un l’altra anziché impegnarsi seriamente per risolvere i molteplici problemi che attanagliano il mondo venatorio. “Il malcontento che ormai da anni serpeggia tra chi ama questa passione a causa degli attacchi continui dagli animalisti e da alcuni politici, che trova sponda nel mancato supporto delle associazioni esistenti, sempre più impegnate a far quadrare i conti che a combattere i troppi nemici della caccia, è ormai diffuso. L’intento è quello di restituire la giusta dignità alla categoria, difendendone gli interessi”.

“Massimo rispetto per la legalità, per tutti – hanno detto ancora gli organizzatori -. Sarà questa la spina dorsale della nostra associazione, dobbiamo poterci guardare in faccia, insieme. Da lunedì sarà attiva una email. Abbiamo un avvocato cacciatore che ci segue e fornirà appoggio legale. Inoltre stiamo lavorando sul discorso assicurativo per avere un buon prodotto, nuovo e che offra qualcosa in più ad un prezzo competitivo. Sarà tutto chiaro, trasparente. Ora realizzeremo anche un logo, cercheremo di fare in modo che ogni singolo cacciatore abbia un feedback costante. Abbiamo avuto anche un incontro piacevole con la Coldiretti, ci hanno dato completa disponibilità e appoggio, senza chiedere niente”.

Dopo l’esperienza delle passate stagioni si teme l’ennesimo ricorso al Tar che possa bloccare tutto a Stagione Venatoria già iniziata; i cacciatori quindi hanno concluso esprimendo i loro intenti, “Vogliamo parlare del nuovo piano faunistico in elaborazione che vuole interdire ulteriori zone ai cacciatori, senza tener conto di quelle esistenti e non utilizzate per il loro scopo. Vogliamo parlare del calendario venatorio regionale sospeso per il quale nessuno, e ripetiamo nessuno, ha fatto nulla di concreto”. La strada è ardua e in salita, ma “I cacciatori della Tuscia” hanno le idee chiare: “Insieme possiamo farcela!”.

8 aprile 2014

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