Una discussione che prosegue
Il Parco degli Iblei, in Sicilia, continua a far discutere. Stavolta a prendere posizione sono state le associazioni CONFAVI (Confederazione Delle Associazioni Venatorie Italiane), ACR (Associazione per la Cultura Rurale), FCR (Fondazione Cultura Rurale) e CSU (Confederazione dei Cacciatori Siciliani Riuniti).
Notizia sbalorditiva
Questo il loro punto di vista: “Ancora una volta indossando le vesti dell’uomo comune, ovvero l’ archetipo della persona ordinaria, di chi crede nelle cose belle della vita e che queste debbano capitare a tutti ed apprendendo la sbalorditiva notizia dell’intimazione costitutiva del Parco degli Iblei, mi assale un senso di smarrimento, cominciano a vacillare radicati convincimenti sul valore della democrazia, rivisito i concetti sulle qualità della condivisione, e sulla necessità che sia una maggioranza a decidere le sorti del proprio territorio“.
Errore procedurale
“Pare che tutto questo venga spazzato via dal dominio dell’interpretazione, dal cavilloso attardarsi sull’errore procedurale, dal peso giudiziario dell’inerzia procedimentale, insomma tutto ciò che può permettere ad una sparuta minoranza di averla vinta su una stragrande maggioranza. Ma così non può funzionare!! Non mi attardo sulle risorse o sui problemi che possono scaturire dall’avere o non avere il Parco degli Iblei, immensamente tanto si è scritto a proposito e a proposito. Qui amo riflettere su un semplicissimo assunto, da vent’anni l’idea istitutiva del Parco ha subito ogni sorta di opposizione, le grandi opportunità che si vogliono incensare nell’avere il Parco, non sembrano far breccia nella stragrande maggioranza di chi in questo territorio ci vive“.
Ragioni incomprese
“Dunque, o i promotori non riescono a far capire cotante ragioni, ovvero queste non hanno sufficiente appeal per modificare l’orientamento delle popolazioni. Allora perché insistere? Perché costringere una comunità ad avere o subire ciò che non ama avere né subire? A questo punto non credo servano opposizioni o impugnative di rito, semmai serve una semplice e perentoria volontà politica: ABROGARE l’art. 26 comma 4 septies della L. 222 del 29.11.2007, nella parte che istituisce il Parco degli Iblei“.







































