Contenimento dei cinghiali in Umbria, la Regione dice sì a un numero maggiore di trappole

Trappole sia con gabbie che con recinti e revisione della cartografia del territorio vocato. Sono queste alcune delle misure definite in Regione.

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Umbria

UmbriaTrappole sia con gabbie che con recinti e revisione della cartografia del territorio vocato. Sono queste alcune delle misure definite in Regione Umbria per il contenimento dei cinghiali, che continuano a provare danni all’agricoltura e rischi per la sicurezza pubblica. Un nuovo summit per le modalità di azione è stato coordinato dall’assessore all’ambiente Roberto Morroni, che a palazzo Donini ha convocato i presidenti delle tre Atc e i rappresentati dell’associazioni del comparto agricolo: «Siamo impegnati anche a redigere un nuovo piano di contenimento della specie cinghiale, sul quale la Regione sta già lavorando, in modo da superare i singoli piani provinciali attualmente in vigore e approvare in termini rapidi il nuovo regolamento della caccia di selezione, anche per la specie cinghiale, già sottoposto all’esame della consulta faunistico venatoria».

Contenimento dei cinghiali Qui è stato ribadito che per gli interventi di contenimento eseguiti direttamente proprietari o conduttori non è necessaria la presenza di guardie venatorie, ma sono state anche definite nuove modalità di intervento per tentare di controllare i cinghiali. In particolare, si è deciso di «incentivare il prelievo della specie cinghiale tramite trappolamento, sia con gabbie che con recinti di cattura, con l’impegno della Regione a rilasciare in tempi brevissimi le richieste di autorizzazione che perverranno dai singoli agricoltori».

Chiesto anche un sforzo affinché si ottengano «segnalazioni tempestive di eventuali situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica in modo da poter attivare immediatamente, anche con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali interessate, le necessarie azioni di contenimento». Infine sul tavolo c’è la «revisione della cartografia del territorio vocato alla presenza della specie cinghiale: faremo inoltre – ha concluso Morroni – delle verifiche sull’andamento della prossima stagione venatoria e se si renderà necessario procederemo alla modifica del regolamento n. 34/99 relativamente all’assegnazione dei settori alle squadre che svolgono la caccia al cinghiale in battuta» (Umbria 24).

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