Falconeria. The Scotland’s hawk..

Le ragioni per andare in Scozia sono davvero tante, tantissime. Un paese orgoglioso, appassionato, ricco, vero. Le cime rocciose si rispecchiano in laghi mozzafiato. Il paesaggio verde e rigoglioso contrasta con le coste a strapiombo sull’oceano. La Scozia ha una magia tutta sua fatta di castelli incantati, animali selvatici e città spettacolari. Il suono melodioso delle cornamuse aiuta ad immergersi completamente in questa fantastica avventura. Sei falconieri italiani hanno inseguito un sogno vecchio come l’uomo stesso. Sfidare le imprendibili grouse col falco.

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la femmina di falco pellegrino “ Aleandra “ di Eugenio Anticoli poco prima dell'involo.
Giampietro Rosi con bellissima femmina di astore
Giampietro Rosi con bellissima femmina di astore

Era da tanto che ci pensavano. Da una vita intera. Riuscire ad organizzare un viaggio in Scozia. Un pugno di amici fidati, con una enorme passione in comune e con un’idea fissa nella testa. Andare a caccia di grouse con il falco nella brughiera scozzese.  Sognavano grandi distese di terra selvaggia abitata da uomini in kilt, dal suono delle cornamuse, con quell’atmosfera magica, come si vivesse in eterno in un set di un film: tra vecchi castelli, laghi popolati da creature mitiche, pascoli a perdita d’occhio nei quali le pecore dalla faccia nera e le mucche highlander sono i padroni incontrastati. E ancora un mare aspro, infuriato, che si infrange contro rocce dure, eterne. Un mare agitato dal vento, dalla pioggia e da quella onnipresente nebbiolina che penetra le ossa e lo spirito degli abitanti della Scozia siano essi essere umani, animali selvatici o creature magiche.  Era questo il luogo che i falconieri cercavano, uomini strani anche loro, in bilico tra due mondi, tra passato e presente, tra tradizione e modernità. Uomini che amano i propri animali e con i quali condivido il desiderio ancestrale di volare e cacciare.

Una settimana rubata alla vita quotidiana così Gianluca, Federico, Giampietro, Eugenio, Gianluca e Fabio, tutti del Circolo culturale della falconeria tradizionale italiana sono partiti con i loro inseparabili falchi. Ad Edimburgo hanno incontrato Stephen, falconiere anche lui che portava il cane, una bellissima femmina di bracco tedesco con un po’ di sangue di pointer, per renderla più veloce, come lui stesso ha detto. Serena, con la sua macchina fotografica e una vera passione per i falchi e per l’aria, aveva il compito di catturare il tempo, renderlo infinito. Da lì sono partiti per perdersi nello spazio, per entrare in sintonia con una natura fatta di odori forti, suoni autentici o inimmaginabili silenzi. Sono andati fin lì per una ragione. Far volare i falchi.

Gianluca Medde con la sua Astore “ Bianca Lancia “
Gianluca Medde con la sua Astore “ Bianca Lancia “

Una sparviera portata in pugno da Fabio, e tre astori rispettivamente di Gianluca, Giampietro e Federico componevano la squadra di basso volo. I due pellegrini di Eugenio e Gianluca con le loro azioni da alto volo erano i signori dell’aria. La settimana è volata via come il soffio di una folata di vento che attraversando le distese di erica delle Highlands ha lasciato negli occhi e nei cuori dei protagonisti la certezza di essere stati lì, uomini e falchi, insieme come un tutt’uno. Grandi voli, grandi cani e grandi prede. Per il resto solo uomini con ancora più saldi sentimenti d’amicizia, affetto e condivisione di momenti indimenticabili. Con una grande, questa si grande davvero, passione in comune: l’antica tradizione della falconeria.

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