Federcaccia Brescia, il confronto sui capanni

Si è tenuto lunedì scorso via streaming l’incontro richiesto tra Associazioni Venatorie e la Prefettura di Brescia.

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Capanni di caccia in Val Camonica

BresciaSi è tenuto lunedì scorso via streaming l’incontro richiesto tra Associazioni Venatorie e la Prefettura di Brescia, per le questioni aperte intorno agli inqualificabili atti posti in essere sui capanni di Franciacorta e sulla attività dei servizi di vigilanza provenienti da fuori Provincia. Ha partecipato a rappresentare la Prefettura il dottor Simeone che ha esordito chiarendo i ruoli e le competenze e la necessità del rispetto del ruolo di ogni categoria, controllante e controllato.

Le Associazioni Venatorie presenti, Federcaccia, ACL, ANUU ed Enalcaccia, con i loro rappresentati hanno denunciato al dottor Simeone la grave realtà bresciana laddove frange estremiste di abolizionisti si permettono di distruggere i capanni di caccia autorizzati, che rappresentano sicuramente una proprietà privata, oltre che luogo tenuto come casa dai cacciatori che li hanno in uso. Abbiamo chiesto alla Prefettura che aiuti nel sollecitare le forze dell’ordine ad indagare a fondo sui possibili autori di questi ignobili atti, perpetrati da coraggiosi della notte sicuramente in gruppi numerosi.

Questo perché non passino impunemente atti dolosi gravi. Cosi come abbiamo posto la questione del comportamento delle guardie venatorie, che ogni anno giungono da fuori, usando forme che nemmeno ai tempi dei raid della Barbagia, quando si cercavano rapiti e rapitori. E delle guardie volontarie di Associazioni anticaccia, che anziché pensare a prevenire si appostano nella attesa di uno sparo proibito per piombare sul malcapitato in perfetto stile militare. Nessuna difesa del bracconaggio, ma un errore può capitare ed essere trattati da delinquenti con atti di perquisizione corporale, anche con maniere forti, non lo ammettiamo.

Ci vuole proporzionalità e non accanimento, e le sanzioni che la legge dello Stato prevede come amministrative non possono essere trasformate in penali da un manipolo di anticaccia in divisa, e a volte anche in borghese. Le Associazioni Venatorie, pur nella necessità di ognuna di esporre le proprie ragioni, hanno convenuto unanimemente sulle questioni poste, segno che se ci si confronta sulle ragioni della difesa della caccia, si può avere una linea comune. Ringraziamo il dottor Simeone per la serietà, la disponibilità e la professionalità dimostrata.

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