Federcaccia Umbra scrive alla Regione per il controllo della fauna e cinofilia

La pandemia che ha colpito indistintamente l'intero pianeta, ha sconvolto la nostra società proiettata verso un 2020 pieno di speranze.

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Umbra

FedercacciaLa pandemia che ha colpito indistintamente l’intero pianeta, ha sconvolto la nostra società proiettata verso un 2020 pieno di speranze, iniziative e voglia di crescita sia sul piano sociale che produttivo, invece ci ha proiettato in una realtà di sofferenza e dolore. In questi giorni accogliamo con grande gioia la notizia che la REGIONE UMBRIA è in Italia quella più vicina al traguardo dell’azzeramento dei contagi, e questo risultato è dovuto sia a scelte giuste intraprese nella gestione sanitaria dell’epidemia che ha perseguito l’obiettivo di limitare al massimo i contagi, sia agli operatori della sanità umbra nonché alla protezione civile, ai volontari, alle forze dell’ordine, alle istituzioni locali e non ultimi i cittadini umbri che hanno dimostrato di essere virtuosi e rispettosi delle misure di distanziamento e di isolamento.

Anche Noi come Associazione di Cacciatori eravamo intenti a portare avanti un programma di attività venatorie che potesse rispecchiare le esigenze dei cacciatori nel rispetto delle norme vigenti e orientate a confrontarsi con le sfide moderne per una corretta e sostenibile gestione delle attività (ars venandi) rispettosa dell’ambiente e delle attività in esercizio (attività agricole. Ecc….). Purtroppo la gravissima emergenza sanitaria da Covid-19 ha annullato le iniziative intraprese a livello di programmazione e di definizione delle attività che riguardano diversi settori. È evidente l’attuale stato di criticità che impone di non poter uscire dalla propria abitazione se non nei casi previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 aprile 2020 nella nostra Regione (e non solo) ha comportato l’annullamento delle attività di controllo della fauna selvatica (la cronaca riporta di numerosi episodi di fauna selvatica indisturbata che scorrazza nei pressi di abitazioni e centri urbani) con conseguenze che ci fanno preoccupare (e non poco..) per quanto riguarda la crescita esponenziale delle popolazioni selvatiche con effetti disastrosi sulle colture in atto.

La nostra esperienza maturata nel corso dei decenni passati ci porta a sostenere che se non si prendono nel più breve tempo possibile misure di contenimento e di salvaguardia dei terreni coltivati, ci ritroveremo nel breve tempo ad avere, soprattutto nel settore agricolo ma non solo, ingenti danni che crediamo difficilmente sanabili. Riteniamo urgente promuovere sinergie tra i vari Enti deputati a effettuare misure di contenimento, sempre nel massimo rispetto delle norme di prevenzione, ma che possono essere effettuate considerata l’attività espletata su un territorio di vasta estensione e all’aria aperta.

Tale richiesta è motivata anche dalle numerose segnalazioni di danno provenienti dalle Associazioni Agricole, in qualità di portavoce degli associati che operano nel comparto agroalimentare, ricettivo e ricreativo. In quest’ultima categoria si inserisce una parte di cacciatori che si impegnano con sforzi economici e di tempo alla promozione della cinofilia sia per il miglioramento dei soggetti iscritti ma soprattutto per l’ottenimento di risultati in campo Nazionale e Internazionale, (gare cinofile). Sussistono nella nostra Regione numerosi territori autorizzati per allenare ed addestrare i cani (le cosiddette Z.A.C.) che spesso sono gestite proprio da aziende operanti nel settore agricolo, le quali hanno inteso in parte recuperare zone marginali in completo abbandono e le hanno rese fruibili a tutti gli appassionati di cinofilia per l’addestramento e allenamento dei cani. Sulla linea dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale N° 36 del 14 Aprile 2020 della Regione Toscana siamo qui a chiederLe di attivare tutte le procedure utili volte a sbloccare e rendere operative le richieste sopra formulate.

Crediamo che queste non vadano contro il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 aprile 2020 che riportiamo a motivo di chiarimento, anzi proprio il decreto cita il ministero delle politiche agricole, settore di cui ci stiamo occupando e che sancisce che l’attività del settore agricolo sono garantiti. Su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, nonché i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell’istruzione, della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’università e della ricerca, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attività culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, per le politiche giovanili e lo sport, per gli affari regionali e le autonomie, nonché sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome DECRETA: restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

In conclusione la FEDERCACCIA UMBRA è fortemente preoccupata dalle numerose segnalazioni di danno che già giungono in sede da parte degli agricoltori e in incidenti stradali per la incolumità pubblica delle persone o delle proprietà, considerato che negli anni precedenti, in questo periodo, si era già provveduto ad effettuare diversi interventi di contenimento, e nonostante questi sono stati registrati dei danni anche se in diminuzione nell’ultimo periodo (colture e incidenti), che entità di danni si arriverà ad accumulare? Certi della accoglienza da parte Sua delle nostre preoccupazioni e richieste sopra formulate, siamo altrettanto sicuri che Lei si adopererà per trovare una soluzione (benché difficile) nella situazione di emergenza da COVID19, alle questioni sollevate, si ringrazia per la gentile attenzione e si porgono i più cordiali saluti di proficuo lavoro (IL PRESIDENTE REGIONALE Giovanni Selvi).

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