FIDC Lombardia: “Questa è politica, giù il cappello di fronte alla Regione Toscana”

Una regione, la Toscana, ha deciso di applicare il Dpcm 3 novembre 2020 per quello che c’è scritto, e anzi andando oltre.

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FIDCUna regione, la Toscana, ha deciso di applicare il Dpcm 3 novembre 2020 per quello che c’è scritto, e anzi andando oltre, non solo superando l’interpretazione del governo (minuscolo) e dei prefetti italiani. Legittimo o illegittimo rimane il fatto: il Presidente della Regione Toscana, Giani, ha rotto gli indugi e ha applicato in Toscana quanto tutti avevamo chiesto di ottenere per le vie istituzionali ovvero nella conferenza stato regioni, anche tramite la Cabina di Regia delle Associazioni venatorie, ovvero che cacciatori in zona arancione devono poter esercitare la caccia negli Atc di iscrizione, anche fuori dal comune di residenza.

Non ottenuto dal governo quanto anche noi avevamo richiesto di sostenere a Regione Lombardia in persona del Presidente Fontana, la Toscana ha deciso di fare da sola. Quella della Regione Toscana è una dimostrazione di coraggio, di politica con le palle. È la politica che fa la politica, che sa andare oltre una posizione ideologica dello Stato per far capire al governo che certe sue posizioni sono infondate, discriminatorie e infondate. È l’urlo di un governatore di Regione di fronte a ministri con le orecchie turate, a cui non è parso vero di vietare la caccia senza chiuderla. È la politica con le palle, quella che forza la mano, se non ottiene quanto dovuto nei confronti istituzionali (in Conferenza Stato Regioni). Per il governo e per i prefetti i cacciatori in zona arancione non possono uscire dal comune di residenza per cacciare e di fronte all’ennesimo “niet” di fronte alle richieste del territorio, la Toscana (a guida Pd…) ha deciso di mandare un segnale forte

Un tempo si sarebbe parlato di un motto spregiudicato e schietto. Una lezione importante quella della Toscana: la politica che sa forzare la mano di fronte ad una impasse che dura dal 3 novembre, applicando un provvedimento del governo come più conviene, non accettando l’interpretazione ideologica e immotivata a 5 Stelle. Non possiamo che sperare che Giani, padrone in casa propria, faccia scuola anche in Lombardia e che il Presidente Fontana a questo punto, ne segua le orme. Che questo provvedimento duri un giorno o duri fino a fine stagione, ne rimane il valore assoluto. Di politica con le palle.

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