I cacciatori lucani chiedono nuove battute per abbattere i cinghiali

L'attività autorizzata si è conclusa lo scorso 31 dicembre, ma gli esemplari sono ancora numerosi e pericolosi.

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Peste suina

Cacciatori lucaniLo scorso 31 dicembre è terminato il 2017, ma è finita anche la caccia al cinghiale in Basilicata. Dopo tre mesi di battute e diverse centinaia di esemplari prelevati, la situazione non è ancora soddisfacente. I cacciatori lucani, infatti, hanno chiesto la riapertura dell’attività a causa della presenza eccessiva di ungulati. Dal 1° ottobre alla fine dell’anno è stato possibile andare a caccia tre volte la settimana, nonostante questo si possono contare decine di migliaia di selvatici in tutta la regione.

La proroga è una ipotesi molto in voga nel mondo venatorio lucano, anche perchè le lamentele dei cittadini sono numerose e gli agricoltori non riescono più a sostenere i danni alle colture. Gli incidenti stradali, poi, sono un’emergenza di cui si parla troppo poco. I cacciatori del posto hanno sottolineato soprattutto come non si stia parlando soltanto di cinghiali comuni, ma anche di esemplari di grandi dimensioni.

Un esempio lampante è dato dall’abbattimento a Salvitelle di un animale enorme, il cui peso superava 180 chili, proprio nel giorno in cui si è chiusa la caccia. Il peso medio di un cinghiale del centro-sud Italia è compreso tra gli 80 e i 90 chili, dunque si può ben capire la preoccupazione.

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