I produttori agricoli di Pesaro bocciano la caccia al cinghiale

La Copagri provinciale non ha usato mezzi termini per definire i risultati ottenuti finora con il piano di contenimento.

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Caccia al cinghiale

Caccia al cinghialeClaudio Nasoni, numero uno di Copagri Pesaro (la sezione provinciale dei produttori agricoli), si è espresso sul piano di controllo del cinghiale. Ecco le parole del presidente: “Il Piano di controllo del cinghiale, così come articolato e sarà applicato, non darà alcun risultato per il mondo agricolo e sarà un ulteriore vincolo per gli ATC ed anche per i cacciatori. Le aziende agricole stanno vivendo un periodo davvero gravoso sotto ogni punto di vista, dai mercati agli andamenti stagionali a cui si aggiungono i danni da selvaggina. Sono diversi anni che praticamente non vi è nessun tornaconto nell’attività agricola di coltivazione. Non si fa nulla per fermare lo scempio dei danni e dei pericoli derivanti dal cinghiale, se non azioni palliative, come il piano di controllo.

Nulla di incisivo si fa per fermare l’inesorabile avanzata di una specie aliena al territorio, molto prolifera e selezionata per la produzione della carne. Questo cinghiale è solo una razza da allevamento molto rustica che non ha praticamente rivali, se non in parte nel lupo. Il cinghiale oggi presente nelle nostre realtà territoriali è una specie distruttrice e fortemente invasiva che porterà inequivocabilmente, prima o poi a danni socioeconomici molto gravi. Le più temute infezioni del cinghiale sono le malattie virali specifiche dei suini ed è dire tutto sui rischi che incombono. Non vanno nemmeno trascurati i rischi sanitari per le persone.

Il mondo agricolo chiede un maggiore controllo della specie, al fine di avere meno danni nelle proprie coltivazioni, e permettere agli agricoltori di autodifendersi almeno nei seguenti tre modi: con lo sparo, per chi ha la licenza da caccia o il porto d’armi; dare la possibilità, per chi non ha la licenza da caccia, di poter catturare, per mezzo dei recinti, l’animale quando minaccia le coltivazioni in atto; poter nominare una persona di propria fiducia, avente i requisiti necessari, per procedere allo sparo nei pressi delle coltivazioni da proteggere. Il tutto ovviamente indipendentemente dal calendario della caccia”.

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