Il Consiglio di Stato si esprime sulla licenza di caccia e la riabilitazione

Palazzo Spada ha esaminato una sentenza del TAR Umbria in merito alla sospensione del porto di fucile a un uomo riabilitato.

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Licenza di caccia

Licenza di cacciaLo scorso 27 aprile il Consiglio di Stato ha pronunciato una ordinanza che ha riformulato una sentenza del TAR dell’Umbria: il Tribunale Amministrativo Regionale aveva respinto l’istanza con cui era stata chiesta la sospensione del no al rinnovo della licenza di caccia. La vicenda si riferiva agli anni Novanta, quando un uomo fu condannato con l’accusa di lesioni personali, pena poi commutata nel pagamento di una ammenda.

Nel 2010 questa persona è tornata in possesso della licenza di porto di fucile, ma lo scorso anno il rinnovo gli è stato negato nonostante l’estinzione del reato. Secondo alcune sentenze del Consiglio di Stato, tra l’altro molto recenti, non ci sarebbe nessun potere discrezionale amministrativo: in particolare, le persone dichiarate colpevoli di reati di particolare allarme sociale non darebbero sufficienti garanzie per quel che concerne l’abuso delle armi.

Tornando a parlare della sentenza umbra, Palazzo Spada ha stabilito come l’autorità non deve disporre la revoca della licenza, ma solamente valutare le circostanze per l’esercizio del potere discrezionale. La scelta è stata presa dopo aver sottolineato la commutazione della pena iniziale, nello specifico il carcere, in ammenda pecuniaria.

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