Il divieto di detenzione dei fucili è viziato se i reati non riguardano le armi

Il TAR Salerno ha accolto il ricorso di un uomo che non aveva ricevuto il nullaosta per cinque fucili e diverse cartucce.

0
Cassazione

Detenzione dei fuciliIl Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno ha fatto tornare attuale la discussione relativa alla mancanza di motivazioni quando si impone il divieto di detenzione delle armi. Questo stesso divieto è viziato se non si motiva il collegamento tra i reati commessi e l’inaffidabilità di chi possiede le armi. I reati in questione sono quelli che non hanno a che fare con l’utilizzo di fucili e pistole.

Il TAR campano ha spiegato come ci siano dei vizi nel divieto in caso di motivazione “povera”, quindi nel momento in cui non si spiega la correlazione tra aggressività, violenza e inaffidabilità e i reati compiuti. Il caso esaminato è stato quello di un uomo che non aveva ottenuto il nullaosta per detenere cinque fucili e alcune cartucce in casa in seguito alla morte del padre.

Il ricorso al tribunale amministrativo è andato positivamente, visto che i giudici non hanno individuato il possibile rischio di un abuso delle armi. I reati commessi prima del divieto riguardavano lo spaccio di sostanze psicotrope (come l’LSD) e il porto di arma bianca. L’uomo ha mostrato una condotta morale e civile adeguata. In poche parole, le responsabilità penali non sono state considerate attuali, visto che nel frattempo è intervenuta la riabilitazione e la condotta prevalente del soggetto è stata buona.

5/5 (1)

Valuta questo articolo!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here