Il Parco del Gran Sasso autorizza l’abbattimento dei cinghiali per salvare le lenticchie

La riserva naturale abruzzese ha raccolto le proteste sempre più forti dei produttori: è stato perso il 50% dei raccolti.

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Parco del Gran Sasso

Parco del Gran SassoIl Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga ha deciso di autorizzare l’abbattimento selettivo dei cinghiali per tutelare uno dei principali prodotti agroalimentari abruzzesi, la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio. Gli ungulati stanno devastando le coltivazioni di questo legume nei pressi del borgo che si trova in provincia dell’Aquila, di conseguenza le proteste dei produttori hanno portato al via libera alla caccia di selezione da parte della riserva naturale abruzzese.

Nel 2017 è stata registrata una perdita molto pesante per quel che riguarda il racconto, vale a dire 50 punti percentuali. I branchi stanziali sono quattro e ognuno di essi è composto da più di 25 selvatici, una situazione di vera emergenza. Gli abbattimenti, autorizzati nelle aree protette in caso di emergenza, dovrebbero terminare entro il prossimo 31 ottobre.

La lenticchia di Santo Stefano è molto apprezzata per le sue piccole dimensioni e il gusto saporito: i pochi millimetri di diametro la rendono semplice da preparare senza bisogno dell’ammollo. Il biotipo si è selezionato in questa zona dell’Abruzzo tantissimi anni fa, tanto è vero che le coltivazioni di legumi e lenticchie nel borgo aquilano risale addirittura al 998, come testimoniato da alcuni documenti monastici.

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