Il ragù di selvaggina dello chef Igles Corelli entra nella famiglia Bonverre

Bonverre nasce dal desiderio di narrare l’autentica tradizione culinaria del Belpaese e preservare ricette e sapori che rischiano l’estinzione.

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Igles Corelli

Igles CorelliMissione Bonverre: conservare la cucina italiana. La new entry 2021 è il Ragù di selvaggina di Igles Corelli. Bonverre nasce dal desiderio di narrare l’autentica tradizione culinaria del Belpaese e preservare ricette e sapori che rischiano l’estinzione. Una ampia gamma di prodotti d’eccellenza che raccontano la ricca storia gastronomica, le profonde radici e l’eterogeneità di usi e costumi del territorio italiano. Ricette autentiche ideate da chi interpreta la storia di un territorio con personalità: gli chef più noti del nostro panorama gastronomico. Ogni ricetta Bonverre è una capsula di sapori e memorie che può viaggiare nel tempo e nello spazio, fino alla tua cucina.

Dal tonno di maiale del Chianti allo stracotto di polpo, Bonverre racchiude ricette della tradizione radicate nei territori ma spesso sconosciute appena a pochi km di distanza, ancora tutte da scoprire anche per noi italiani. Sapori di una volta, che si tramandavano nelle cucine delle nonne – ma oramai sempre di più in quelle dei ristoranti. Ricordi, aneddoti, ma anche intuizioni arrivate a volte per caso. Ingredienti, procedimenti ma soprattutto storie diventate signature dish di tanti chef italiani, che oggi si possono vivere non solo nei loro ristoranti. Con Bonverre entri nella storia della cucina italiana con il Ragù di Selvaggina di Igles Corelli, rivivi l’infanzia di Diego Rossi con Il Cortile, il ragù di frattaglie come lo faceva sua nonna, oppure provi la versione rock del classicissimo ragù alla bolognese, quello di Oltre , la trattoria che ha rivoluzionato il panorama gastronomico di Bologna.

In un vaso sono racchiuse tradizioni ormai dimenticate come l’Aggiadda, il sugo acido della cultura tarbarchina sarda o la Trippa di Baccalà, tradizione veneta dei pranzi in famiglia di una volta e oggi riscoperta grazie a ristoranti come il Desco. Salato, ma anche dolce, con il panettone in vasocottura di Olivieri 1882 , votato miglior Panettone d’Italia per il Gambero Rosso e il Pan dei Siori, tipico dolce delle feste veronese, della storica Pasticceria Offelleria Perbellini. Basta aprire il vaso, usarlo con i suggerimenti degli chef, esattamente come farebbero loro a casa o al ristorante, oppure interpretarlo con creatività. Ogni vaso ti permette di servire una cena per due, condire una pasta per quattro amici, risolvere un aperitivo per un invito più numeroso su crostini, polenta o con abbinamenti inaspettati: perché il sugo all’ Affumicata con pomodoro e pancetta sta benissimo anche con il pesce crudo.

L’obiettivo di Bonverre è riportarti indietro nel tempo, emozionandoti con dei ricordi del tuo passato, o farti volare a centinaia di chilometri di distanza in luoghi e sapori mai conosciuti prima. Ma soprattutto farti conoscere un tassello del nostro inestimabile patrimonio gastronomico e insegnarti a cucinare queste ricette, per tramandarle. Vogliamo farti diventare protagonista avolta di questo progetto e scrivere insieme la storia della cucina italiana. Perché finché queste ricette verranno cucinate e assaporate, vivranno per sempre. Il Ragù di Selvaggina di Igles Corelli, uno dei grandi maestri della cucina italiana firma la prima “new entry” del 2021 nella Famiglia Bonverre. Igles Corelli mette “sotto-vetro” il sapore della sua infanzia, con un ragù a base di cinghiale, cervo, anatra e fegatini di pollo.

Dall’incontro tra Bonverre e Igles Corelli – grande maestro della cucina e insegnante di intere generazioni di giovani cuochi – nasce il Ragù di Selvaggina, ricetta della memoria, amata dallo chef nella versione di sua nonna e oggi reinterpretata grazie alla cultura della materie prime, alla tecnica e alla capacità di 40 anni di carriera e ben cinque stelle Michelin. Perché Corelli lascia perdere la tradizione, rifiuta il km zero e crede in una cucina garibaldina e circolare, che mira a migliorare i piatti del passato per portarli nel futuro (Corriere del Vino).

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