L’assurda proposta di Fare Verde: test dell’alcol e della droga per i cacciatori

Le provocazioni del mondo ambientalista nei confronti dell’attività venatoria sono praticamente all’ordine del giorno.

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Fare Verde

Fare VerdeLe provocazioni del mondo ambientalista nei confronti dell’attività venatoria sono praticamente all’ordine del giorno. L’ultima in ordine temporale è quella dell’associazione Fare Verde, per la precisione la sezione provinciale di Frosinone che ha esaminato in modo spietato la stagione 2020-2021. Secondo questo ente infatti, “Nel Lazio, la caccia a corvidi e colombaccio potrà proseguire sino al 10 febbraio 2020.

Il numero dei cacciatori italiani effettivamente in attività calcolato in base al numero reale dei tesserini venatori regionali richiesti è sceso sotto la soglia dei 470mila, a dispetto di cifre più trionfalistiche diffuse dal mondo venatorio. Numero dei cacciatori che diventerà ancora più esiguo visto che ci sono circa 25 mila cacciatori che sono in età molto avanzata e che quindi per forza di cose dovranno abbandonare la pratica venatoria. Nonostante l’esiguo numero, però, quella gente è capace di fare danni con le armi ed ogni anno infatti si contano i morti e i  feriti  e sinceramente questo non va bene soprattutto per chi non ha nulla a che fare con la caccia che si ritrova  sparato reo di fare  una passeggiata all’aria aperta”.

Ecco perchè l’associazione ha suggerito l’obbligo di alcol test e krug-test (capelli e sangue) per chi richiede il tesserino venatorio, un provvedimento che viene assurdamente ritenuto utile per “evitare ulteriori comportamenti scorretti”, dimenticando quali sono gli obblighi a cui i cacciatori sono già sottoposti. Come se non bastasse, Fare Verde ha proposto il sequestro del tesserino e delle armi in caso di positività ai test, oltre a una sanzione pecuniaria salata.

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