LIPU: “Senza controlli c’è ancora più illegalità nella caccia”

La Lega Italiana Protezione Uccelli ha fatto riferimento alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Provinciale.

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LIPULa LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) ha voluto commentare la soppressione del Corpo Forestale dello Stato come forza di polizia e quella delle province (con la conseguente cancellazione della Polizia Provinciale), due fattori che potrebbero, secondo l’associazione, generare confusione e illegalità in campo venatorio. Tra l’altro, per la LIPU i controlli della caccia sono limitati alle sole guardie volontarie e a poco altro. Il riferimento è andato dunque al fenomeno del bracconaggio che mette a rischio la vita degli animali selvatici e delle specie protette. La Lega, poi, non ha affatto “digerito” la decisione del Governo Renzi di estendere la tenuità di fatto a molti dei reati che vengono commessi contro la fauna selvatica: in questa maniera si archivierebbero atti gravi come ad esempio l’abbattimento di specie protette o l’utilizzo di mezzi che sono vietati per cacciare.

Il quadro che emerge secondo la LIPU raffigura una stagione negativa per il diritto italiano dell’ambiente e una situazione che potrebbe far rischiare al nostro paese un’infrazione alle leggi comunitarie. I minori controlli avrebbero infatti aumentato l’illegalità e gli episodi più gravi di bracconaggio, in particolare l’uccisione di cicogne, aironi, falchi, poiane, nibbi, sparvieri e altri rapaci notturni. Come ha spiegato Fulvio Mamone Capria, numero uno di LIPU-BirdLife Italia, la situazione è a dir poco preoccupante.

Il Governo è responsabile di quanto sta accadendo, anche perché sta sottovalutando il problema in maniera colpevole. In aggiunta, la cosa si aggrava ulteriormente se si pensa che il nostro paese è sottoposto alla procedura di Bruxelles conosciuta come Eu-Pilot, la quale ha contestato in passato la debolezza italiana per quel che concerne il sistema di monitoraggio e il controllo della caccia. L’opinione del presidente è che lo Stato e le Regioni non abbiano fatto nulla per migliorare il sistema di cui si sta parlando, anzi è stato addirittura peggiorato: questo pessimo risultato sarebbe infatti il frutto di scelte irresponsabili che stanno provocando conseguenze più che negative.

Ecco perché la LIPU non può tollerare oltre che la natura venga trattata così male e ha avviato il lavoro di redazione di un apposito dossier che sarà inviato alla Commissione Europea e che spiega cosa sta accadendo, in modo da ottenere un intervento urgente. La nota della Lega si conclude con un apprezzamento nei confronti della chiusura anticipata della stagione venatoria 2015-2016 decisa dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 gennaio in relazione a tordi, beccacce e cesene, nonostante sia stata rimarcata la cancellazione di alcune specie in cattivo stato di conservazione dall’elenco di quelle cacciabili.

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