Proteste dei cacciatori savonesi per il parco eolico del Monte Burot

I sindaci dei comuni coinvolti stanno esaminando il progetto con estrema cautela, anche perchè si conoscono pochi dettagli.

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Cabina di regia

Cacciatori savonesiNon capita praticamente mai che cacciatori e ambientalisti vadano d’accordo, dunque le rare occasioni in cui accade devono essere approfondite. Il parco eolico che è stato progettato al confine tra i comuni di Quiliano e Altare (in provincia di Savona) verrà interessato da un ingrandimento. Come riferito dalla Stampa, si tratta del progetto relativo al Monte Burot, una idea di cui si cui conoscono pochi dettagli ma che ha accomunato WWF e cacciatori locali nelle proteste.

Perchè non piace questo parco? Il sindaco di Altare, Davide Berruti, ha deciso di valutare tutto con cautela, sottolineando come ci siano in realtà i progetti di due società distinte. Il parco è stato anche definito “fattoria eolica”, la più grande della Liguria. La zona scelta è boscosa e punto di partenza della caccia di selezione al cinghiale per quel che riguarda l’Ambito Territoriale di Caccia savonese.

Il progetto precede tre aerogeneratori di grandi dimensioni con potenza nominale pari a due megawatt. Altri due aerogeneratori saranno installati nella parte settentrionale. I dubbi e le perplessità hanno riguardato da subito le misure da adottare per la fauna selvatica e i volatili, ragione per cui sono stati disposti alcuni monitoraggi. Gli ambientalisti temono per la salute degli animali del Monte Burot, i cacciatori sarebbero privati di una zona boscosa molto ambita dal punto di vista venatorio. Del parco eolico si parla già danni e c’è l’impressione che la discussione continuerà ancora.

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