Secondo video
È un duro mestiere, ma qualcuno dovrà pur farlo. Può averlo pensato senza problemi Francesca Mattioli che tramite la sua pagina social “Prime Armi” e in collaborazione col Coordinamento Cacciatrici FIDC sta cercando di smontare le principali fake news che riguardano la riforma della caccia. Nel suo secondo filmato apparso online, Mattioli si è concentrata su due notizie false che circolano da tempo e che, come ammesso candidamente, “la fanno uscire letteralmente di testa”: la differenza tra attività venatoria e piani di controllo e le multe per chi protesta contro la caccia.
Caccia e piano di controllo
Francesca Mattioli ha anzitutto approfondito la prima questione: “È vero che si potrà cacciare anche nelle aree protette? No, la riforma specifica e ribadisce la differenza tra caccia e piano di controllo. I piani di controllo sono strumenti tecnico-amministrativi finalizzati alla gestione e al contenimento delle popolazioni di fauna selvatica quando rappresentano un rischio per la biodiversità, l’ambiente, le attività umane, la sanità e la sicurezza pubblica. Riguardano prevalentemente corvidi (gazze, cornacchie, ghiandaie), columbidi (piccioni, colombacci e talvolta tortore), storni, cormorani, volpi, cinghiali e nutrie. Emanati dalle Regioni a cadenza quinquennale, sono coordinati da organi di polizia e si avvalgono dell’aiuto di conduttori, proprietari di fondi e cittadini in possesso di licenza di caccia che abbiano svolto specifici corsi. Sono dunque un pubblico servizio e per questo è possibile svolgerli anche dove è vietata la caccia. Questo non significa che si possa sparare nelle piazze o violare i parchi naturali, significa ad esempio che è possibile contenere la peste suina anche all’interno dei ripopolamenti e che si possono mettere le trappole per le nutrie anche in città. Tutto questo già avviene, non è fare un favore alle lobby, è buon senso“.
Multe anticacaccia: semplice buon senso
La seconda fake news da smontare è quella relativa alle multe: “È vero che si potrà essere multati se si protesta contro la caccia? No, nessuno rischia una multa perché è anticaccia, si rischiano sanzioni amministrative se si tenta di impedire, rallentare o sabotare azioni di controllo con metodi violenti. È come se prendessimo a bastonate un autovelox. Potete serenamente protestare contro la caccia e i piani di controllo, ma non potete aggredire un pubblico ufficiale o distruggere una trappola autorizzata dalla Regione senza rischiare una multa da 150 a 900 euro. A chi fanno un favore queste fake news?”.
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