Richiami vivi, ANUU: “Un impegno che si fa attendere, l’impugnativa di un atto non dovuto

"Pare che la Lombardia non intenda tutelare la credibilità dei suoi provvedimenti, dando così l’inevitabile impressione ai cittadini cacciatori (e non solo)".

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Richiami vivi

Richiami viviSembra che, a oggi, la Regione Lombardia non abbia ancora inteso impugnare l’atto di un Governo nazionale che, in mezzo a continue, gravi emergenze, ha trovato il tempo per annullare la deliberazione regionale sui richiami vivi (n. XI/2087 del 31 luglio 2019), che sarebbero stati catturati in limitato numero e ai sensi di un’attenta regolamentazione, anche per evitare quel “micro-bracconaggio” che ci viene sbandierato da Bruxelles in ogni occasione. L’ANUUMigratoristi, cui preme veramente che quella tanto bistrattata autonomia regionale non venga calpestata, al di là del problema venatorio che è pure importante da salvaguardare, ha preso carta, penna e normative europee e nazionali con i propri legali, e si è fatta carico di impugnare un atto che non può essere accettato nel pieno silenzio della Giunta Regionale che sembra in tutt’altre faccende affaccendata, per dirla con Manzoni.

Quello che qui si vuole porre all’attenzione dei nostri lettori è un’immagine sfuocata e confusa di una Regione che, in luogo di essere l’elemento trainante di un sistema europeo, sembra priva di responsabilità nei confronti dei suoi cittadini e delle sue istituzioni che non meritano di ricevere scarsa considerazione.

Pare che la Lombardia non intenda tutelare la credibilità dei suoi provvedimenti, dando così l’inevitabile impressione ai cittadini cacciatori (e non solo) di essere in balia di uno scellerato modo di governare, dipendente da un Movimento con il suo Minambiente spaventato solo del suo declino e convinto di esorcizzarlo con provvedimenti privi di ogni base giuridica e buonsenso in Italia e in Europa Ecco, quindi, il valore di un tempestivo intervento di un’Associazione, l’ANUUMigratoristi, che non solo tutela le tradizioni venatorie e il loro corretto esercizio, ma rappresenta un modo concreto di difesa di quell’autonomia che si augura venga tutelata con fatti anche dalla Regione Lombardia, che, con un concreto esempio operativo, nel rispetto della carta costituzionale del nostro Paese, dovrebbe essere al vertice fra le istituzioni.

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