Slovensky Kopov: il cane che racconta il cinghiale con l’abbaio

Slovensky Kopov. E’ un cane poco conosciuto dalle nostre parti, ma gli amanti della caccia al cinghiale non possono non averne almeno sentito parlare. Ai più fortunati può essere capitato di vederlo in azione. Oggi ne raccontiamo le doti e i limiti.

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Slovensky Kopov
Lo slovensky Kopov in azione durante una battuta di caccia la cinghiale. (c) Robert Hlavica.
Slovensky Kopov
Lo slovensky Kopov in azione durante una battuta di caccia la cinghiale. (c) Robert Hlavica.

Dello Slovensky Kopov o più semplicemente Kopov si può dire tanto, ma ci piace iniziare descrivendolo su un campo di caccia, con davanti un cinghiale. Spesso capita di perdere di vista il nostro cane, ma se il cane è un Kopov nessuna paura, quando si trova davanti al cinghiale è perfettamente in grado di aggiornarci sulla situazione con il suo abbaio.

Ovviamente il conduttore deve parlare la stessa lingua del cane, ma se c’è feeling e attaccamento è addirittura possibile intuire le dimensioni del selvatico, la fuga o la presenza del cinghiale. Quest’ultima non sempre da luogo a alla ferma del cinghiale per difendersi, ma quando capita l’abbaio è forte, potente, preciso, in grado di martellare le orecchie del cacciatore e del selvatico.

Slovensky Kopov cane da cinghiale
Slovensky Kopov temerario cane da seguita utilizzato soprattutto per la caccia al cinghiale.

Per dirla semplice il Kopov è un cane che va scoperto; non ha solo pregi, ma questi superano di gran lunga i difetti.

La razza è antica: dello Slovensky Kopov (segugio slovacco) si ha traccia fin dal XIV secolo in Moravia. In ogni caso l’ufficializzazione è arrivata piuttosto tardi, poco dopo la seconda guerra mondiale.

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