Slovensky Kopov: il cane che racconta il cinghiale con l’abbaio

Slovensky Kopov. E’ un cane poco conosciuto dalle nostre parti, ma gli amanti della caccia al cinghiale non possono non averne almeno sentito parlare. Ai più fortunati può essere capitato di vederlo in azione. Oggi ne raccontiamo le doti e i limiti.

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Slovensky Kopov dog
Slovensky Kopov dopo una battuta di caccia al cinghiale. Nonostante le fatiche questo cane da caccia è sempre pronto alla vista del cinghiale a regalare nuove emozioni a conduttori e felicità alle poste.

Sul campo di caccia

Grazie al naturale legame che riesce a stabilire con il suo conduttore lo Slovensky Kopov può spaziare in un ambiente piuttosto vasto che va da 150 ai 300 metri. Una volta che aggancia l’usta fresca è in grado di seguirla anche per ore.

Di tanto in tanto abbaia, quasi a voler conversare con il proprio conduttore. Quando l’abbaio aumenta per intensità e ritmo è certo che il cinghiale sia vicino.

Preferisce comunque avvicinarsi al selvatico con pochi abbai di modo che questo non si allarmi troppo. Piuttosto gli abbaia contro a fermo.

E’ a questo punto che il tono cambia e diventa più profondo, più rapido e ritmico. In questo modo ottiene due vantaggi: allerta il conduttore e stordisce il cinghiale.

4.67/5 (12)

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