Slovensky Kopov: il cane che racconta il cinghiale con l’abbaio

Slovensky Kopov. E’ un cane poco conosciuto dalle nostre parti, ma gli amanti della caccia al cinghiale non possono non averne almeno sentito parlare. Ai più fortunati può essere capitato di vederlo in azione. Oggi ne raccontiamo le doti e i limiti.

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cane da cinghiale slovensky kopov
Slovensky Kopov o segugio slovacco durante un abbaio a fermo su cinghiale.

In Slovacchia, Germania e tutta la Mitteleuropa il Kopov veniva usato per la caccia alla selvaggina di una certa taglia: tanto per intenderci cinghiale, lupo e orso, ma viste le sue grandi capacità di seguita delle tracce di sangue, spesso il cane da caccia era impiegato anche per i recuperi più difficili.

Non solo questo; il Kopov è da sempre un grande amico dell’uomo, meglio, del suo proprietario con il quale ha necessità di stabilire un legame simbiotico, di stima e comprensione. A quel punto può diventare un cane da guardia, un cane da lavoro, ma anche e soprattutto un cane da compagnia.

Kopov: come riconoscerlo

Non è un cane che salta all’occhio, ma ad osservarlo bene si scopre che nel kopov la natura non ha posizionato niente a caso. Prendi ad esempio il pelo, che se accarezzato si percepisce sufficientemente lungo (dai 2 ai 5 cm) e fitto. Questo lo aiuta a cacciare in ambienti ostili e difficili dove normalmente il cinghiale tende a nascondersi.

La sua taglia è media, il suo peso va dai 15 ai 20 kg e si ha fin da subito l’idea che sia un cane solido e robusto, dotato di muscolatura poderosa. Le cose stanno effettivamente così. In questo modo ha la possibilità di affrontare la vegetazione fitta e grazie alla sua muscolatura forte è capace di scatti repentini che di certo non smettono di stupire il proprietario. Una manna dal cielo quando si tratta di arretrare davanti ad un cinghiale o quando si tratta di sorprenderlo di lato.

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