Trento, gli animalisti ricorrono al TAR contro date e carnieri del calendario venatorio

Le contestazioni si riferiscono anche alla caccia al cinghiale e alle forme di prelievo, vagante e da appostamento fisso.

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Calendario venatorio

Calendario venatorioWWF, Pan EPPAA, LIPU e LAV hanno deciso di ricorrere contro il calendario venatorio relativo alla stagione 2019-2020 per quel che riguarda la provincia di Trento. Le varie associazioni animaliste e ambientaliste hanno deciso di contestare il testo nella parte in cui descrive i tempi cacciabili per germani reali, alzavole, canapiglie, fischioni, marzaiole, moriglioni, beccacce, beccaccini, tordi bottacci, tordi sasselli, cesene, fagiani e quaglie. In particolare tutte queste specie possono essere prelevate a partire dalla terza domenica di settembre.

Al contrario queste sigle vorrebbero che fosse rispettato il parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), secondo cui la partenza giusta dovrebbe essere fissata al 2 ottobre. Le contestazioni si riferiscono anche alla caccia al cinghiale: nello specifico il ricorso al TAR sottolinea il controllo della specie affidato ai cacciatori e gli orari per il prelievo.

Come se non bastasse, animalisti e ambientalisti se la sono presa con le scelte relative ai carnieri, oltre alla caccia in forma vagante e da appostamento fisso che potrebbe comportare un problema di tipo costituzionale. I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale saranno ora chiamati a pronunciarsi su tutte queste discussioni.

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