A Casa Beretta si è discusso della beccaccia e del suo futuro

Arci Caccia ha organizzato questa interessante iniziativa per approfondire le principali problematiche legate alla specie.

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Cacciatori Toscani

BeccacciaNel corso della giornata di ieri, sabato 18 febbraio 2018, la Sala Pietro Beretta di Gardone Val Trompia ha accolto una iniziativa molto interessante di Arci Caccia che riguarda la gestione della beccaccia. Dopo la visita al Museo Beretta, è stata la volta dei relatori che hanno approfondito diverse tematiche legate alla specie. Giuliano Ezzelini Storti, numero due dell’associazione venatoria, ha parlato della necessità di promuovere eventi di questo tipo, mentre Maurizio Zipponi (presidente del comitato scientifico della Fondazione UNA) ha illustrato le finalità della fondazione di cui fa parte.

Gian Luigi Gregori, presidente del Club della Beccaccia, ha illustrato come l’abbandono dei boschi, l’aumento della superficie boscata e la riduzione del pascolo brado stiano creando problemi alla beccaccia. Non sono meno influenti i cambiamenti climatici e gli incendi che hanno distrutto le covate. Come soluzione è stata proposta una nuova gestione agricolo forestale. Marco Tuti, tecnico faunista, si occupa della raccolta e analisi dei dati ricavati da carnieri e censimenti: il dottore ha rimarcato l’importanza della lettura delle ali e l’osservazione delle gonadi, la quale determina l’incidenza del prelievo su esemplari maschi e femmine.

Paolo Penacchini, presidente della FANBPO, era molto atteso e ha parlato della situazione della beccaccia nel Paleartico Occidentale. La salute della specie non è ancora buona, ma serve comunque un metodo scientifico standardizzato e approvato dalla comunità internazionale. La giornata si è conclusa con l’intervento del numero uno dell’Arci Caccia, Sergio Sorrentino.

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