Addetta stampa della LAV condannata a un mese di reclusione per diffamazione

Con due comunicati la donna aveva parlato del coinvolgimento (rivelatosi non veritiero) di un veterinario nell'allevamento Green Hill.

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Domicilio delle armi

Addetta stampa della LAVIl Tribunale Penale di Livorno ha deciso di condannare l’ex addetta stampa della LAV (Lega Anti Vivisezione). Il caso risale a cinque anni fa, quando il presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), Marco Melosi, decise di querelare la donna, a cui è stata inflitta una pena pari a un mese di reclusione, poi convertita in 7500 euro di multa. Inoltre, dovrà anche risarcire i danni subiti dallo stesso Melosi.

Nel 2012 l’addetta si rese protagonista della pubblicazione di due comunicati, ripresi poi dai quotidiani cartacei e da quelli online. Nel primo comunicato, l’Ufficio Stampa della LAV aveva riportato una notizia falsa, vale a dire il coinvolgimento del medico nella difesa dell’allevamento di beagle “Green Hill”. La smentita da parte dell’avvocato di Melosi non servì a nulla, visto che nel secondo comunicato l’addetta stampa parlò di una “difesa patetica”, confermando le accuse molto gravi.

La querela è stata inevitabile, anche perchè il veterinario è stato diffamato da più parti, in particolare dai social network, senza dimenticare le molestie e le minacce anonime (persino nei confronti della famiglia). Il procedimento penale è ora giunto a conclusione e l’addetta della LAV dovrà saldare la sostanziosa multa.

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