Appostamenti e richiami vivi, ANUU: “Dopo un anno la legge non viene attuata”

L'associazione venatoria ha fatto riferimento all'articolo 21 della Legge 115 del 2015, votata all'unanimità dal nostro Parlamento.

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Richiami vivi

Richiami viviL’associazione ANUUMigratoristi ha reso nota una situazione di stallo piuttosto paradossale. Giusto un anno fa, infatti, veniva approvato un ordine del giorno con cui si chiedeva al Governo Renzi di specificare il significato della parola “Impianti”. La spiegazione è fondamentale per il rifornimento dei richiami vivi nella caccia da appostamento. L’Odg fu votato all’unanimità e questo rifornimento venatorio venne ritenuto legittimo: le zone di interesse sono soprattutto quelle della Lombardia, della Liguria, del Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria.

Di conseguenza fu approvato l’articolo 21 della Legge 115 del 2015 (“Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2014”), cioè quello relativo alla cattura di richiami vivi. A distanza di dodici mesi, però, la legge non è ancora stata attuata e la rabbia sta crescendo a dismisura, anche perchè il testo evita il bracconaggio ed è a favore degli onesti utilizzatori dei rifornimenti.

L’ANUU ha già immaginato lo scenario delle prossime settimane. Se si ritarderà ancora l’attuazione, infatti, il malumore aumenterà ulteriormente e diventerà incontenibile, con ripercussioni evidenti nella prossima e imminente stagione venatoria. Le risposte mancano e il malcontento cresce, eppure basterebbe dare attuazione, come sottolineato dall’associazione, “alla legge votata all’unanimità dal Parlamento”.

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