Caccia agli acquatici in Lomellina: emozione e passione grazie a Montefeltro

Il consiglio è quello di utilizzare un fucile semiautomatico, un sovrapposto oppure una doppietta in calibro 12/20 con strozzature medie.

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Lomellina

LomellinaLa patria del riso fa da sfondo ad una delle esperienze di viaggio venatorio più appassionanti che si possano immaginare. Tra le ultime novità del tour operator Montefeltro per quel che riguarda gli itinerari pensati per i cacciatori c’è l’Italia, per la precisione la Valle Lomellina che è celebre proprio per la produzione di riso. Non a caso sorgono in questa zona della Lombardia (ci troviamo nella provincia di Pavia) le sedi di aziende note e apprezzate come Curtiriso e Gariboldi. Per l’occasione e tenendo conto del fatto che il covid-19 ha reso necessari spostamenti non troppo lunghi, la proposta è quella della caccia agli acquatici nella Lomellina. L’arte in questione è diffusa in tutto il mondo e anche l’Italia non è da meno. Per praticarla serve tantissima passione, ma soprattutto delle conoscenze approfondite. Le tecniche sono davvero moltissime: può consistere nella caccia acquatici più classica, vale a dire quella da appostamento (in capanno oppure in botte) o tramite caccia vagante, sia al passo che in compagnia del cane. L’esperienza in Lomellina è unica e l’ambiente non può che essere considerato straordinario. Tra le risaie della Lomellina vi è un’oasi venatoria di grande interesse. Montefeltro, in unione con la nuova gestione – oculata e attenta–di una riserva del pavese offre drive alle anatre di altissima qualità venatoria. Il programma organizzato prevede il minimo dettaglio. Dopo aver consumato una ricca colazione di benvenuto, infatti, arriva il momento della partenza per le postazioni. Sono 12 i cacciatori che possono essere disposti in vari punti strategici, vale a dire dietro botti e cannicciole, mentre il compito dei battitori è quello di smuovere le anatre che si nascondono nei canneti oppure nei boschi allagati. Non ci sono soltanto germani reali in questa zona, ma anche alzavole, fischioni, mestoloni e canapiglie che hanno individuato nell’area pavese il loro habitat ideale. La pasturazione continua del mais e le risaie che circondano la zona rappresenta infatti una scorta alimentare di grande qualità per tutte queste specie. Ad indicare l’inizio e la fine della battuta, il tipico suono del corno. Tra un drive e l’altro -solitamente 3 in una giornata – vengono offerti degli snack per consentire il recupero dei capi abbattuti e la preparazione dei battitori in altra zona. Alla fine dell’ultima battuta si rientra in casa di caccia per il pranzo, servito nella splendida cascina settecentesca da poco ristrutturata, fra trofei di caccia e anatidi imbalsamati. Il consiglio di Montefeltro è quello di utilizzare un fucile semiautomatico, un sovrapposto oppure una doppietta in calibro 12/20 con strozzature medie e munizioni Notox. È consentito l’uso di un unico fucile e non è consentita la presenza del carichino: il cacciatore deve fare tutto da sé per maggior soddisfazione nello svolgimento di tale affascinante caccia. La Lomellina prende forma dove terra e acqua s’incastrano come tessere di un enorme mosaico. Questo paesaggio geometrico si estende a poca distanza da Milano e Pavia, prima che la pianura lombarda ceda il posto a quella piemontese. Per chi ama la caccia, non c’è niente di meglio che andare alla scoperta di un territorio di cui si parla ancora troppo poco.

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