Al daino con la Browning X-Bolt e lo Swarovski Z8i

Abbiamo impiegato in una caccia al daino la Browning X-Bolt long range in calibro .300 Win. Mag. abbinata a un cannocchiale Swarovski Z8i 2,3-18x56 e le nuove cartucce Browning dotate di palla BXR da 155 grs.

0
L'attimo prima dello sparo
caccia-daino-tenuta-bonicelli
Il nostro giornalista Emanuele Tabasso durante la battuta di caccia al daino presso la Tenuta Bonicelli

Una seconda favorevole occasione di cacciare nella Tenuta Bonicelli di Ceresole d’Alba (CN) si è presentata per mettere alla prova una terna di tutto rispetto composta dal fucile Browning X-Bolt long range in .300 Win. Mag., dall’ottica Swarovski Z8i 2,3-18×56 e dalle nuove cartucce sempre della Browning dotate della palla BXR da 155 grs.

Il caldo oramai arrivato dopo tanta pioggia ha asciugato appena qua e là il fango che fino a pochi giorni prima rendeva il terreno di caccia una superficie infida e scivolosa: in tali situazioni gli stivali di gomma sono d’obbligo, specie con le suole di Vibram dalla notevole tenuta per evitare spiacevoli cadute. Un conciliabolo preventivo ci mette a giorno della situazione faunistica: le diverse femmine di daino hanno seguito l’istinto e, sotto la spinta di Madre Natura e di alcuni maschi presenti sul territorio fino a un paio di mesi addietro, si son trovate gravide ed è quindi davvero un peccato grave toccarle. Dei maschi citati ne rimane uno solo, un binello o fusone che dir si voglia, bello e ben distinguibile non solo per gli abbozzi di palchi già ben visibili, ma anche per la pomellatura che ne distingue il manto. Il soggetto è imbirbito dalle insidie cui finora è sfuggito e quindi  metterlo sotto tiro non sarà cosa facile. Studiamo le diverse zone dove sistemarci all’aspetto fidando nell’erraticità dell’animale che va e viene a suo piacimento sfruttando le zone in ombra, i ripari dei cespugliati, i ridossi di piante e vegetazione compatta lungo un corso d’acqua.

tenuta-bonicelli
Emanuele in compagnia di Lorenzo Verra concessionario della Tenuta Bonicelli

 Intanto prepariamo il necessario e il superfluo, ma a cui è bene prestare molta attenzione: ci si augura sempre che basti il primo colpo, ma avere altre cartucce di scorta è doveroso per ogni evenienza. Così infiliamo nella cartucciera alcune cariche sistemandola alla cintura e riempiendo poi il caricatore staccabile, comodo perché si arriva in zona di caccia con tutto pronto e in piena sicurezza: la realizzazione in polimero stampato di questo particolare lo rende leggero e resistente, la forma decisamente arrotondata non si impiglia nella tasca in cui lo si pone, il sistema rotante sfrutta la larghezza così che non sporga dal profilo del fusto. Un ultimo sguardo all’interno della canna e ci avviamo verso il punto designato, al bordo di un’ampia radura, prossimi al bosco che su quel lato la delimita. Lorenzo Verra, titolare della Tenuta Bonicelli, ci ha già fornito il bastone a treppiede estensibile, pratico e comodo per i tiri in piedi: lo metteremo nella giusta configurazione tra non molto. Siamo circa a metà della base ideale di un triangolo posto in marcata pendenza alla nostra sinistra e digradante, fino ad essere in piano, a destra: i lati sono delimitati nel lato alto da bassi arbusti e in quello basso da vegetazione fitta, mista di arbusti e alcune piante d’alto fusto. Nel vertice opposto a noi potrebbe palesarsi la nostra preda sbucando da un leggero rilievo che nasconde alla vista quanto sta dietro: con lo Swarovski EL Range rileviamo le distanze utili che non sono quelle a cui potrebbero accedere il fucile e l’ottica, ma il territorio e la conseguente postura di tiro impongono certe limitazioni e verificheremo come sarà favorevole la gamma di possibilità offerte. Lo sfondo è a 158 m e le due possibili vie che il daino potrà percorrere sono lungo i lati del triangolo: entrambe offrono buone possibilità di tiro con la superiore punteggiata da bassi cespugli mentre in quella inferiore l’erba alta nasconde la prima parte del tragitto, sempre che l’animale scelga di fiancheggiare il corso d’acqua di qua e di non attraversarlo altrimenti saremo di fatto fuori dai giochi. La divergenza dei due percorsi rispetto alla nostra posizione fa sì che la distanza di ingaggio sia quasi costante, con la variazione di qualche diecina di metri nel punto più prossimo della parte bassa e pianeggiante.

ottiche-swarovski
L’eccellenza delle ottiche Swarovski impiegate in questa battuta di caccia semplificano il lavoro a Emanuele

Nel frattempo abbiamo inserito il caricatore e camerato la cartuccia, una poderosa .300 Win. Mag. della nuova serie presentata da Browning con due versioni di palla: la BXC da 185 grs e la BXR da 155: abbiamo optato per la seconda, specifica per ungulati a pelle tenera e di corporatura media così come indicano le opportune segnalazioni poste sulla scatola dove il cervo coda bianca e il cervo mulo concentrano ed esemplificano le prede più classiche per il cacciatore nordamericano. Uno sguardo panoramico allo scenario dell’ipotetica cacciata e in un attimo l’ipotesi diviene realtà: il daino ha scelto la via bassa dove un avvallamento e l’erba alta lo hanno celato quel tanto da mostrarlo quasi a metà percorso e, per giunta, deve aver fiutato l’insidia e salta a zampe rigide con la classica andatura della specie. Siamo immediatamente in punteria e gli ingrandimenti posizionati su 8x concedono un ampio campo visivo facilitando il mantenimento del soggetto nell’ottica. Tutto si svolge in pochi secondi e già paventiamo che la corsa non si arresti facendo proseguire l’animale nel bosco adiacente: ovviamente sparare in movimento non è una soluzione, ma il consumato mestiere di Lorenzo Verra entra in gioco con un semplice quanto sonoro fischio che arresta la corsa del daino. La sostanziosa calciatura Mc Millan di questo modello della X-Bolt ha consentito intanto di padroneggiare bene la situazione  seguendo il soggetto con l’ampio spostamento angolare necessario, sempre mantenendolo in mira e con il dito pronto sul grilletto; lo scatto diretto Featherweight si rivela poi determinante con la sua sincerità grazie a cui si ha la netta percezione del peso e del momento di sgancio, senza strappi e senza collasso di retroscatto. L’attimo di arresto è fatale e la palla arriva nel fianco destro e per qualche secondo la preda resta immobile, concedendoci giusto il tempo per riarmare, poi è a terra. Constatato che non sono necessari ulteriori interventi scarichiamo il fucile e, dopo gli onori e l’ultimo verde controlliamo l’esito: al foro d’ingresso sul fianco destro corrisponde sul sinistro un ampio sbocco di uscita e il tramite interno cerziora sulla rispondenza della palla alle promesse del costruttore. Come in analoga occasione sono stati interessati polmoni e fegato: di quest’ultimo riusciamo a recuperare una bella metà con cui preparare un paté che verrà molto apprezzato. La mattinata si avvia alla conclusione e riconsideriamo tutta l’attrezzatura che abbiamo avuto a disposizione partendo dalle ottiche Swarovski con il binocolo EL Range 8×42 e il cannocchiale da puntamento Z8i 2,3-18×56 entrambi ai vertici delle loro categorie, dal fucile X-Bolt long range in cui la Browning di Herstal ha condensato la sua elevatissima tecnologia a una quotazione assai interessante, ancora lo stesso marchio che nella sede statunitense ha realizzato le cartucce dotate dei nuovi proiettili che coniugano elevate prestazioni balistiche con velocità, radenza, precisione insieme a un effetto terminale di tutto rispetto. 

caccia-daino-tenuta-bonicelli
La resa degli onori a questo bellissimo ungulato

Il pranzo è sempre di ottimo livello e rientra nelle note caratteristiche dell’Azienda a cui dedichiamo una particolare menzione. Nel pomeriggio lasciamo la Tenuta Bonicelli considerando quanto sia favorevole questa locazione, a meno di una mezz’ora da casa nostra, dove si spazia con canne lisce e canne rigate su un territorio collinare di facile accesso per chiunque e con un’accoglienza signorile, cordiale e professionale. 

   

5/5 (3)

Valuta questo articolo!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here