Caccia: Campania, Associazioni Venatorie non gradite al tavolo di concertazione in Regione

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Sindacato Venatorio ItalianoCaccia: Campania, il Sindacato Venatorio Italiano e le altre Associazioni non sono state convocate per partecipare al tavolo di concertazione indetto in Regione dall’ass. Nugnes sulle problematiche della prossima Stagione Venatoria.

In riferimento alla Ns. del 10 c.m., che alleghiamo in copia, con la quale chiedevamo di partecipare al tavolo di concertazione indetto dall’Assessore Nugnes, per dirimere tutte le problematiche inerenti l’apertura della stagione venatoria annata 2013-2014, in Regione Campania, lo S.V.I. prende atto che l’Assessore non ha ritenuto opportuno invitare né noi né altra Associazione, sia essa venatoria o ambientale, che non rientrasse nel novero delle così dette “riconosciute”. Tale comportamento, da parte dell’Assessore, a noi risulta illogico e politicamente scorretto.  Il tavolo, lo ribadiamo con forza, era di carattere prettamente politico e consultivo e nulla aveva a che fare con altre Commissioni (di carattere tecnico e quindi spettanti solo alle Associazioni riconosciute dalla legge 157/92) alle quali non avremmo mai chiesto di partecipare, in quanto contra legem.

L’Assessore ha dimostrato, così, di non voler aprire il dibattito a tutte le componenti associative presenti sul territorio campano, di non voler conoscere la vera anima dell’associazionismo venatorio e di non rispettare tutte quelle migliaia di persone che, da anni, hanno abbandonato le Associazioni tradizionali, con un moto di rivolta interna, in quanto non si riconoscono più nei programmi e nei fini che le pseudo-riconosciute rappresentano.

L’assessore, con il suo comportamento, inoltre, ha dato uno schiaffo non solo ai cacciatori campani, non rappresentati dalle riconosciute, ritenendoli non degni di essere ascoltati ma ha schiaffeggiato la stessa Costituzione Italiana, la quale riconosce e garantisce le formazioni sociali che si costituiscono in associazioni di categoria per tutelare i propri interessi.

Prendiamo atto, quindi, del sua miopia politica e gli auguriamo buona fortuna visto che non ritenendo di allargare il tavolo si è assunta su di se la responsabilità politica di risolvere le problematiche della caccia pro domo sua (e di fortuna ne avrà tanto bisogno sentiti i “rumors” su come si sia sviscerata la prima riunione del 16 c.m. – anzi, forse, più di fortuna avrà bisogno di un miracolo per mettere d’accordo le sorellastre “riconosciute”). Hanno voluto la patata bollente tutta per loro? Adesso che la sbuccino e ne facciano buon pro perché noi, come la saggezza orientale insegna, “ci siederemo sul greto del fiume in attesa che passi il cadavere del nostro nemico”.

Ufficio Stampa Sindacato Venatorio Italiano

 

( 20 luglio 2013 )

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