Caccia e Fauna: Bologna, aggiornate densità e obiettivi di gestione degli ungulati

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Cerva con cucciolo - Cervus ElaphusCaccia e Fauna: Bologna, la Provincia aggiorna le densità e gli obiettivi di gestione degli ungulati presenti sul territorio provinciale; intanto si preparano le operazioni di censimento dei cervidi.

Ridefinite le densità per capriolo, cervo, daino e cinghiale nel territorio bolognese con l’aggiornamento del piano faunistico venatorio. Valori compatibili con le attività antropiche tenendo conto anche della compresenza di più specie. Misure specifiche per la pianura e altre aree non vocate; compiti precisi per gli ambiti territoriali di caccia e per le aziende faunistico venatorie. Il Consiglio provinciale ha approvato, nella seduta del 16 dicembre 2013 (Delibera n. 73), l’aggiornamento del piano faunistico venatorio sulle densità obiettivo e la gestione degli ungulati per i prossimi 5 anni (2014-2018). Con questo atto l’Amministrazione provinciale di Bologna ribadisce la necessità di conseguire nel proprio territorio un equilibrio tra la presenza di fauna selvatica e le attività antropiche. Le nuove densità, definite per ogni specie nelle diverse aree del nostro Appennino e in alcuni casi in funzione della presenza contemporanea di più specie, sono state individuate, infatti, dall’esame delle rispettive carte di vocazione faunistica che tengono conto sia delle esigenze biotiche degli animali sia dei rischi di danneggiamento che possono subire le coltivazioni agro forestali.

Il risultato dell’analisi condotta sulle caratteristiche ambientali e socio economiche dei singoli territori della provincia ha portato a indicare le densità compatibili per ciascuna specie di ungulati: capriolo, cervo, daino e cinghiale. Si tratta di valori, rappresentati in numero di capi per chilometro quadrato, validi per ciascuna specie e per le porzioni di territorio aventi caratteristiche similari. Valori in genere molto bassi e decisamente inferiori alle densità abituali di queste specie in altre realtà europee. Inoltre, tutta la pianura e in alcuni casi la fascia collinare e la bassa montagna sono aree ritenute non idonee alla presenza di ungulati, quindi densità obiettivo uguale a zero. Per questo territorio la Provincia ha stabilito di mettere in atto una serie di strategie per rimuovere tempestivamente e con efficacia gli eventuali animali presenti a causa delle naturali dispersioni di esemplari provenienti dalle zone montane.

Nelle aree vocate le densità compatibili, così come sono state definite, dovranno essere conseguite attraverso una adeguata pressione venatoria; a questo scopo l’Amministrazione provinciale sottolinea i ruoli e le responsabilità dei soggetti che sono tenuti a svolgere le azioni concrete per raggiungere gli obiettivi programmati: gli ambiti territoriali di caccia innanzitutto e, non meno importanti, le aziende faunistico venatorie per quanto di loro competenza.

Per la specie cinghiale il piano provinciale ha introdotto alcune innovazioni dettate dall’esigenza di contenere i danni provocati da questo ungulato alle coltivazioni agricole e agli habitat naturali. Una analisi delle peculiarità ambientali dei diversi distretti di gestione e un confronto dei danni registrati in questi ultimi anni nelle specifiche realtà gestionali ha consentito l’individuazione delle soglie di danno massimo tollerabile sotto il profilo economico: un indicatore a cui le squadre dei cacciatori di cinghiale dovranno attenersi per poter esercitare la loro attività venatoria. Un modo per responsabilizzare maggiormente gli stessi cacciatori verso l’obiettivo di rendere più accettabile la presenza di questa specie da parte delle aziende agricole.

Il nuovo piano provinciale dedicato agli ungulati ribadisce quelle che sono le corrette modalità di gestione di questo rilevante patrimonio faunistico; in particolare si sottolinea l’utilità dei censimenti annuali, l’importanza scientifica dei rilievi biologici, la necessità di georeferenziare gli eventi di danno, l’esigenza di intensificare le misure di prevenzione e i mezzi di protezione delle colture agricole. Azioni affidate ai soggetti gestori della fauna e in primis ai cacciatori i cui numeri, si riferisce nel piano non senza preoccupazione, sono in continuo calo. La popolazione venatoria bolognese si aggira oggi attorno alle 7.000 unità mentre toccava quota 10.000 soltanto sei anni fa. Cacciatori in progressivo calo numerico, di età sempre più avanzata ma anche sempre più specializzati come viene dimostrato dalla elevata frequenza ai corsi di formazione per acquisire nuove abilitazioni e maggiori competenze.

Infine il piano di gestione degli ungulati affronta il tema della filiera delle carni di selvatici che nella provincia di Bologna ha già avuto diverse occasioni per far conoscere le indubbie qualità nutrizionali e qualitative di questa materia prima. L’Amministrazione provinciale ritiene che la fauna selvatica possa rappresentare una opportunità di valorizzazione turistica per l’Appennino e un valore aggiunto per gli operatori economici locali.

Intanto pronte al via le operazioni di censimento per la conta dei cervidi su tutto il territorio della provincia di Bologna. Programmate le uscite nei diversi distretti degli Atc BO2 e BO3 per il censimento primaverile di caprioli, daini e cervi. Per la prima volta quest’anno anche in pianura sono previste alcune aree di censimento secondo le indicazioni del Piano Faunistico-Venatorio Provinciale. Terminata la fase dei prelievi di selezione, come tutti gli anni ha inizio in questi giorni la fase dei censimenti primaverili da punti vantaggiosi con mappaggio: ad essere contati sono caprioli, daini e cervi.

Per l’Atc BO2 le quattro uscite obbligatorie all’alba sono previste per il 22, 23, 29 e 30 marzo 2014 (con giornate di recupero il 5 e 6 aprile in caso di maltempo). I distretti bassi hanno anticipato la prima uscita al 16 marzo.

Per l’Atc BO3 vengono distinte due fasce altimetriche: quella più bassa (distretti collinari da n. 1 a n. 4) le uscite sono state fissate per il 16, 22, 23 e 30 marzo 2014, mentre per la fascia alto-collinare e montana (distretti dal n. 5 al n. 14) sono programmate le uscite nei giorni 23, 29, 30 marzo e 6 aprile 2014.
Le Aziende faunistico venatorie devono garantire uscite in contemporanea con i distretti Atc adiacenti.

Per la prima volta quest’anno verranno organizzate alcune aree di censimento in pianura, come previsto dal nuovo Piano Faunistico-Venatorio Provinciale con l’obiettivo di rimuovere questi esemplari di selvatici dalle zone non vocate del territorio bolognese.

Ricordiamo le principali regole che i censitori devono osservare nella loro azione, nel rispetto della metodologia definita nelle linee guida redatte da Ispra:
•vanno censiti tutti gli ungulati avvistati (capriolo, cervo, cinghiale, daino) segnandoli su apposita scheda; va segnalata altresì l’eventuale presenza di lupi per contribuire al monitoraggio di questa specie;
•è importante che ogni censitore abbia con sé idonea cartografia dell’area da censire, indipendentemente dal fatto che essa sia già conosciuta;
•i censitori devono essere dotati di adeguati strumenti ottici, quali binocolo e cannocchiale, quest’ultimo indispensabile per il riconoscimento delle classi d’età;
•occorre annotare l’ora di inizio e l’ora di fine avvistamento degli animali censiti e le direzioni di arrivo e di allontanamento onde evitare doppi conteggi;
•il responsabile dell’area di censimento immediatamente dopo gli avvistamenti deve inoltre confrontare i risultati dei diversi censitori, sempre al fine di evitare doppi conteggi.

Il censimento al “primo verde” è un’operazione fondamentale per la gestione degli ungulati. Nelle sessioni indicate saranno impegnati quasi 2.000 volontari su una superficie di 1.400 km 2 per contare, nelle prime ore del giorno, gli animali che si potranno avvistare grazie alle loro abitudini alimentari. Anche quest’anno, infine, il Corpo Provinciale Guardie Ecologiche Volontarie parteciperà con i propri soci abilitati ai censimenti organizzati dai Parchi e dalla Provincia.

19 marzo 2014

 

 

Provincia di Bologna

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