Caccia e Territorio: Trento, i cacciatori di Ledro, si oppongono alle Riserve

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Comune di Ledro (TN)Caccia e Territorio: Trento, i cacciatori di Ledro si oppongono alle Riserve con un referendum esprimendo la volontà di mantenere il controllo sulla gestione del territorio.

Benché sia capofila, il Comune di Ledro rischia di essere escluso dall’attività della Rete delle Riserve delle Alpi Ledrensi prima dell’avvio dell’attività della stessa. Lo sarà se si concretizzerà l’ultima richiesta di uno dei gruppi che hanno promosso iniziative contro l’inserimento di gran parte territorio montano della valle di Ledro nella costituenda Riserva ed in quella della Biosfera dell’Unesco. L’altro giorno al Comitato dei Garanti del Comune di Ledro ed al sindaco Achille Brigà è stata presentata la richiesta di indire un referendum popolare per l’annullamento della delibera del consiglio comunale dello scorso 3 settembre che aveva approvato l’accordo di programma finalizzato all’attivazione della Rete di Riserve Alpi Ledrensi. Oltre al Comune di Ledro (capofila) il futuro organismo coinvolgerà quelli di Riva del Garda, Bondone, Tenno e Storo, le assemblee della Comunità Alto Garda e Ledro e delle Giudicarie, l’Asuc di Storo, i Bim del Sarca e del Chiese.

Il documento anti-Riserve è stato firmato dal presidente di valle della Consulta della caccia e dai responsabili delle sei sezioni ledrensi dei cacciatori, i quali attendono una risposta positiva per avviare il complesso iter burocratico per indire la consultazione popolare. I promotori del referendum sono convinti che la loro iniziativa avrà successo considerate le 1.839 adesioni alla petizione con cui lo scorso autunno si voleva impedire il coinvolgimento del Comune di Ledro nella Riserva della Biosfera dell’Unesco.

I sottoscrittori costituivano la maggioranza degli elettori ledrensi (che sono circa 3.300 sui 5.400 abitanti) per un organismo con analogie molto simili alla Rete di Riserve “Alpi Ledrensi”. Secondo i sostenitori del referendum il motivo principale che spinge la popolazione locale a manifestare contrarietà ai due nuovi organismi è la determinazione a non delegare ad enti esterni ma a mantenere in mani ledrensi la gestione del territorio così com’è, con risultati giudicati ottimi, da secoli.

“La nostra iniziativa è inoltre motivata dalla modifica della legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura – puntualizzano i presentatori dell’istanza referendaria – perché se la Rete delle Riserve coinvolge riserve confinanti con parchi naturali, è il caso di Ledro, il piano di gestione è redatto in coerenza con il piano del parco. Si aggiungono vari “si può” per integrare ulteriori misure di rispetto. Concludendo, la nostra valle è destinata ad essere sì salvaguardata, ma nel contempo “mummificata” con deleterie conseguente economiche e sociali per un territorio già penalizzato dall’isolamento geografico”. C’è poi una contestazione al consiglio comunale la cui maggioranza ha approvato l’adesione alla Rete delle Riserve tralasciando il coinvolgimento dei concittadini ed il loro orientamento.

28 marzo 2014

Fonte: TrentinoCorriereAlpi

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