Cacciatori intercettati: porto d’armi revocato per una battuta considerata minacciosa

I due, presidente di Federcaccia Piemonte ed ex presidente di Federcaccia Asti, stavano commentando al telefono le elezioni relative all'ATC astigiano.

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Cacciatori intercettati

Cacciatori intercettatiIl Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha respinto i ricorsi presentati da due cacciatori contro la revoca del porto d’armi da parte delle Questure di Asti e Alessandria. Si tratta del presidente regionale della Federcaccia, Bruno Morena, e dell’ex presidente della Federcaccia provinciale di Asti, Aldo Rosio. Il motivo è presto detto: in base a una intercettazione telefonica in seguito a una indagine sulla fornitura di lepri per ripopolare le zone venatorie sono state ascoltate frasi particolari.

Mentre i due cacciatori commentavano la riconferma relativa alla presidenza dell’Ambito Territoriale di Caccia astigiano, Rosio si era lamentato per la scelta. Quest’ultimo ha parlato di una semplice chiacchierata tra amici, sfociata in una battuta che non è stata ritenuta tale. Sentendo le lamentele dell’amico, Morena rispose con un “E voi sparategli un colpo“, frase a cui Rosio replicò con ironia (“Io al mio porto d’armi ci tengo“).

Le Questure non sono state dello stesso avviso e hanno giudicato minacciose queste parole, disponendo il sequestro delle armi e la revoca delle licenze. La difesa di Morena ha sottolineato più volte la natura ironica della battuta, anche se pesante. I giudici del TAR hanno respinto la richiesta di sospensione e hanno rinviato la decisione nel merito ai prossimi mesi. Entrambi i cacciatori si sono detti sereni, sicuri del fatto che una provocazione non possa avere come conseguenza una scelta tanto dura.

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