Chiusura anticipata della caccia in Toscana, l’appello della Consulta del Padule di Fucecchio

Il presidente della Consulta, Alessio Spinelli, si è rivolto alla Regione per ricorrere in tutte le sedi possibili contro l'ordinanza.

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Caccia in Toscana

Caccia in ToscanaLa chiusura anticipata della caccia in Toscana dopo la decisione del Consiglio di Stato fa ancora discutere parecchio. La limitazione riguarda diverse specie di uccelli, con una decurtazione di ben quindici giornate dal calendario venatorio 2018-2019. A lanciare l’ultimo appello per trovare una soluzione è stato Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio e presidente della Consulta del Padule. Secondo il primo cittadino, la Regione Toscana deve intervenire al più presto, per lo meno per quel che riguarda le Zone di Protezione Speciale (ZPS), ricorrendo in tutte le sedi possibili contro l’ordinanza.

Ecco cosa si può leggere nella nota di Spinelli: “Imporre la chiusura anticipata anche a chi non ha usufruito della pre-apertura del 1° settembre mi sembra una scelta veramente grave che va a ledere anche i diritti di quei cacciatori che hanno regolarmente pagato le varie tasse per poi vedersi cancellati quindici giorni di attività. Ricordiamo che nelle zone protette come il Padule non solo i cacciatori non hanno goduto della giornata di pre-apertura ma anzi, nel rispetto delle leggi nazionali, fino al 1° di ottobre non hanno potuto cacciare nessuna specie ad eccezione del germano reale.

Non si capisce quindi per quale motivo, per ridurre il periodo di caccia a chi ha usufruito della pre-apertura, peraltro scelta molto discutibile (si tolgono 15 giorni di caccia a chi ha usufruito effettivamente soltanto di un giorno), si colpisca indistintamente tutti i cacciatori. Mi rivolgo anche ai sindaci dei comuni rivieraschi del Padule, facenti parte della Consulta, affinché appoggino la mia presa di posizione per tutelare le nostre tradizioni locali perché se si continua su questa strada si arriverà metter fine a antiche arti come la caccia e la pesca in un luogo nel quale da sempre sono state esercitate, tradizioni citate perfino dal poeta Renato Fucini nel racconto Il Matto delle Giuncaie”.

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