Ehrlichiosi nei cani da caccia

L'Ehrlichiosi è una malattia dei cani da caccia trasmessa dalle zecche che riescono a resistere alle temperature più rigide. Vediamo i sintomi e come curarla

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Ehrlichiosi

Ehrlichiosi Tra i nemici che non bisogna sottovalutare per quel che riguarda la salute dei cani da caccia, le cosiddette zecche “tardive” sono a dir poco temibili. Questo aggettivo non è casuale: si tratta delle zecche che riescono a resistere alle temperature più rigide e che diventano pericolose per la trasmissione di malattie, visto che hanno compiuto in stagione diversi pasti di sangue. Le zecche possono ibernarsi in inverno e sopravvivere per lunghi periodi lontano da un animale a cui succhiare sangue. Un nuovo anno è appena cominciato e l’inverno è alle porte, di conseguenza i rischi vanno valutati con la massima attenzione per evitare una patologia seria come l’ehrlichiosi canina.

Cos’è l’ehrlichiosi

L’ehrlichiosi è una malattia che si trasmette al cane tramite la puntura delle zecche. Quest’ultime sono spesso causa di numerose disfunzioni come la piroplasmosi, detta anche babesiosi, solitamente degenerativa. Se non curata in tempo potrebbe portare il nostro amico a quattro zampe alla morte.

L’ehrlichiosi nel cane è causata da un batterio Gram-negativo conosciuto anche come Ehrlichia canis. L’acaro noto anche come “zecca del cane” è un parassita ematofago. Questo vuol dire che si nutre di sangue.

Le trasmissione avviene tramite le zecche che si infettarsi nel momento in cui succhiano il sangue da un cane malato. Questo può avvenire in ogni fase della loro vita, sia che siano nello stato di larve, che in quello di adulto.

Gli acari estremamente pericolosi, continuano ad essere portatori della malattia anche dopo diverso tempo, di solito sono in grado di trasmetterla anche dopo circa 5 mesi.

La malattia sintomi e segnali

Ehrlichiosi Come ogni malattia anche l’ehrlichiosi si manifesta in modo diverso a seconda del soggetto. Le cause possono essere differenti, molto spesso dipendono dalla stato di salute originario, dall’età o semplicemente da una predisposizione naturale o meno.

Nonostante questo, la malattia solitamente attraversa tre fasi principali. Vediamole insieme.

Fase acuta

Il periodo di incubazione non è sempre uguale. Da quando avviene il morso allo sviluppo dei sintomi, generalmente si va dagli 8 ai 20 giorni.

Per questo motivo quando si trova una zecca su un cane da caccia, è bene portarlo da un veterinario. Il medico prima di esprimersi attende due e tre settimane. Trascorso il periodo sottopone il segugio ad analisi perchè se vengono effettuate subito, si potrebbero avere risultati sfalsati e non essere in grado di registrare alcuna anomalia.

Solitamente la fase acuta dura circa 2-4 settimane ed è accompagnata da diversi sintomi. Le principali manifestazioni sono febbre, perdita dell’appetito e dimagrimento improvviso, ingrossamento dei linfonodi, intorpidimento dei sensi, diminuzione del numero delle piastrine e anemia.

Fase subacuta

Questa a differenza della prima fase è particolarmente lunga, dura all’incirca dalle 6 settimane ai 4 mesi.

In questo lasso di tempo, possono apparire due situazioni. Se durante la fase acuta il sistema immunitario si è attivato correttamente, l’infezione può essere debellata. Se l’infezione ha colpito il sistema immunitario e non funziona più correttamente, la malattia diventa cronica e si passa alla terza fase.

Fase cronica

In questo periodo come in quello acuto, ci sono diversi sintomi, tra i più evidenti il calo ponderale e pancitopenia. Questa malattia consiste nella diminuzione delle tre linee cellulari del sangue, ovvero globuli bianchi, globuli rossi e piastrine.

Come visto dalle diverse fasi della malattia l’ehrlichiosi è una patologia multisistemica, che colpisce vari organi e le manifestazioni cliniche sono numerose a volte anche gravi.

Ai sintomi già citati si aggiungono ecchimosi, perdita di sangue dal naso, ingrossamento della milza, distacco retinico, uveite, corio-retinite, emorragie retiniche, meningite, convulsioni, atassia, problemi vestibolari, anisocoria, tremori, polimiosite, tetraparesi progressiva, atrofia muscolare, zoppia.

Anche se è una malattia che può essere curata, se non diagnosticata in tempo e curata in modo adeguato, nel peggiore delle ipotesi può portare alla morte del cane da caccia.

Per essere sicuri che il nostro amico a quattro zampe non sia stato infettato, come detto in precedenza, è fondamentale contattare il veterinario. Lo specialista in base alla sua esperienza deciderà i tempi e le modalità per effettuare un test ematico.

Per essere certi che non ci siano altri problemi e sopratutto per non lasciare nulla al caso, il veterinario può richiedere anche altri esami ematici come l’emocromo completo.

Per essere certi che non ci sia alcuna infezione in corso, anche se i test danno risultati negativi, è possibile effettuare nuovamente gli esami, ma in questo caso è necessario attendere almeno 15-20 giorni prima di ripetere gli esami.

Cura e prevenzione dell’ehrlichiosi nel cane

Ehrlichiosi Come ogni malattia i tempi della diagnosi sono fondamentali. La terapia ideale è quella di somministrare gli antibiotici della famiglia delle tetracicline, solitamente il trattamento dovrebbe durare almeno 3-4 settimane. Nei casi in cui la malattia è giunta nella fase cronica meglio continuare la cura fino a 8 settimane.

Se la terapia antibiotica non ottiene i risultati sperati, bisogna utilizzare i corticosteroidi. Ovviamente ogni cura deve essere supportata con farmaci per curare le malattie collaterali come l’anemia. In questo caso se la situazione è particolarmente grave si può pensare anche alla trasfusione di sangue o alla somministrazione di plasma.

Prevenzione

Per evitare che il cane sia colpito dall’ehrlichiosi canina, non esistono dei vaccini. La cosa più importante è la prevenzione che deve essere effettuata attraverso l’utilizzo di prodotti antiparassitari. Inoltre, ogni volta che si ritorna da una battuta di caccia è importante controllare accuratamente il pelo del nostro amico a quattro zampe e vedere se c’è la presenza di zecche. Per essere ancora più sicuri questa analisi del pelo dovrebbe essere effettuata giornalmente.

Anche se sembra impegnativo, basta usare i prodotti giusti e la disinfestazione della cuccia e dello stesso segugio risulta facile e veloce. Ad esempio l’acido borico è efficace contro le larve delle zecche e la piretrina.

La malattia anche se colpisce il cane e in particolar modo il suo sistema immunitario, se diagnosticata in tempo può essere debellata con facilità. Questo, infatti, permetterà al cane di risparmiare sofferenze e potrà guarire in tempi brevi.

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