Il tuo cane è davvero in forma?

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kurzhaar%20a%20caccia%20bracco%20tedesco.jpgChek up dell’atleta.

 Allenare il cane vuol dire sottoporlo ad una serie di sforzi progressivi, in modo da aumentarne l’efficienza attraverso l’assuefazione allo sforzo prolungato ed a un rapido recupero funzionale dopo lo sforzo. Questo lavoro è adattabile ad ogni soggetto, di qualunque sesso ed età, alla sola condizione che sia in perfette condizioni di salute escludendo dunque, malattie acute o croniche, che porterebbero a vanificare gli sforzi ed il tempo perso negli allenamenti. 

Prima d’iniziare l’attività fisica è indispensabile effettuare una visita clinica dal veterinario, il quale si soffermerà principalmente su quegli organi ed apparati la cui integrità è garanzia di una buona prestazione fisica. L’apparato cardiovascolare, deputato a portare ossigeno ai muscoli e a smaltire le tossine accumulatesi con la fatica, l’apparato muscolo scheletrico, inteso come macchina deputata al movimento, e organi come il fegato, indispensabile per fornire energia durante il lavoro e “smaltire” la fatica durante il riposo. Per far questo il vostro veterinario vi proporrà un « check up» comprendente esami del sangue, delle urine e, qualora lo reputi necessario, esami strumentali al cuore o alle articolazioni. Questi esami, quando si ha a che fare con un cane atleta, non sono poi tanti e potrebbero essere quelli sotto elencati. 

L’emocromo (esame emocitometrico): valuta la quantità dei principali costituenti cellulari del sangue (globuli bianchi, globuli rossi, emoglobina, piastrine ecc.). Ciascuno dei componenti del sangue è un indicatore utile della situazione dell’organismo, ma essi vanno anche valutati nelle loro interazioni reciproche. Per esempio, bassi valori di globuli rossi possono indicare un’anemia, tuttavia è anche necessario conoscere la quantità di emoglobina presente al loro interno perché, dal momento che l’emoglobina lega l’ossigeno trasportato alle cellule, può anche capitare che, nonostante la quantità dei globuli rossi sia inferiore alla norma, il loro volume sia maggiore del normale; quindi anche l’emoglobina deve essere valutata. Un aumento dei globuli bianchi indica invece che nell’organismo è in corso un’infezione e, con un ulteriore esame (la formula leucocitaria) si possono studiare le diverse famiglie di queste cellule e valutare se l’infezione sia provocata da batteri, virus o altri microrganismi. Una diminuzione nei valori dell’ematocrito (che rappresenta il volume degli eritrociti presenti nel sangue), cioè quando la parte liquida del sangue è in eccesso, indica un maggiore pericolo di anemia rispetto alla norma. Una diminuzione del numero delle piastrine può indicare problemi di coagulazione del sangue, dal momento che queste cellule hanno proprio il compito di favorirla.

Alcuni parametri dell’emocromo sono indicati da sigle che è bene conoscere.

 Emoglobina (Hgb): è la proteina che trasporta l’ossigeno ed è presente nei globuli rossi.

Volume corpuscolare medio (MCV): indica la grandezza dei globuli rossi ed è importante perché serve nella diagnosi delle anemie: i globuli rossi possono essere più piccoli del normale (anemia microcitica) o più grandi (anemia macrocitica). Si ricava da (ematocrito*10/numero di globuli rossi) e i valori normali vanno da 82 a 92 femtolitri (indicati con fl). Negli sport di resistenza l’allenamento aumenta il valore dell’MCV (alcuni atleti keniani arrivano anche a valori di 110).

Contenuto emoglobinico corpuscolare medio (MCH): è la quantità di emoglobina contenuta in media in un globulo rosso. Si ricava da (emoglobina*10/numero di globuli rossi in milioni/ml) e i valori normali vanno da 27 a 34 picogrammi.

Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC): indica se i globuli rossi a seconda della loro grandezza contengono poca o molta emoglobina. Si ricava da (emoglobina*10/ematocrito) e i valori normali espressi in percentuale vanno da 31 a 37. Valori inferiori si riscontrano nelle anemie ipocromiche, valori superiori negli stati emolitici (configurazione sferocitica dei globuli).

Red-cell Distribution Width (RDW): misurato in percentuale (da 11 a 16) o in assoluto (da 39 a 50 fl), indica una misura dell’ampiezza della curva dei volumi dei globuli rossi, permettendo di riconoscere i casi di anisocitosi (RDW elevato).

Velocità di eritrosedimentazione (Ves): calcola il tempo necessario perchè la parte solida del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) si separi da quella liquida (plasma). Valori normali sono 7 mm./ora sia per il cane che per il gatto. Non è un valore attendibile in quanto può non essere presente anche se l’infezione è già in atto. Cause di valori superiori alla media di riferimento possono essere determinati artriti reumatoidi, infarto, infezioni, infiammazioni, insufficienza renale malattie del fegato, gravidanza, leucemie, neoplasie maligne, shock, toxoplasmosi. Cause di valori inferiori alla media di riferimento possono essere determinati da allergie, microcitemia (malattia del sangue in cui esistono globuli rossi più piccoli dei normali), neoplasie terminali, policitemie.

Esami ematochimici: indagano sugli enzimi che circolano nel sangue. Tra i tanti possibili è necessario scegliere quelli più indicativi a seconda delle esigenze.

ATTENZIONE: Si ricorda che i valori indicati sono orientativi, in quanto a seconda dei laboratori cambiano i parametri. Solo un veterinario può interpretare i valori di un esame clinico.

Gli esami radiologici: permettono di verificare l’integrità e la normalità dello scheletro degli animali, ma anche di indagare alcune strutture del torace e dell’addome.

Esami strumentali del cuore: che possono avvalersi di elettrocardiogramma o di ecocardiografia a seconda che si voglia indagare su eventuali alterazioni del ritmo cardiaco o si voglia visualizzare l’anatomia e le dimensioni delle strutture cardiache. Oggi si va diffondendo l’uso di ecodoppler, che ci permette di analizzare i flussi di sangue attraverso le valvole e  precisare eventuali restringimenti o insufficienze delle stesse.

L’esame delle urine: è un esame pratico e poco costoso che conviene sempre effettuare nel complesso. Il campione ideale deve essere prelevato con il cane a digiuno da almeno 8 ore ed a riposo da almeno 24. Nell’urina si possono reperire proteine da stress, da superlavoro, da eccessiva alimentazione proteica.

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