Emilia Romagna, Cia e Confagricoltura intervengono sul calendario venatorio

Le due associazioni agricole ritengono che i tempi siano maturi per la definizione delle date, mettendo da parte le polemiche sterili.

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Campania

Emilia RomagnaUn calendario di caccia unico per la regione Emilia Romagna: è questa la richiesta che hanno espresso a una sola voce due delle principali associazioni del settore primario italiano, la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) e Confagricoltura, riunite a Bologna proprio per parlare di questo motivo. Il calendario venatorio dei sogni dovrebbe essere, sempre secondo le intenzioni dei due enti, in grado di rendere più omogenei i comportamenti, senza dimenticare la tutela delle coltivazioni e i prelievi. La nota congiunta di oggi, mercoledì 6 aprile 2016, sottolinea soprattutto come i tempi siano ormai maturi per questa definizione, tenendo conto delle specificità locali e di altri fattori determinanti.

CIA e Confagricoltura sono anche convinte del fatto che non sia necessario rincorrere all’infinito le “spinte estreme di alcune rappresentazione venatorie”, giudicate brave a difendere i loro interessi di tipo corporativo. Il comunicato mette nero su bianco una denuncia ben precisa, visto che queste stesse rappresentanze sono state invitate a non sprecare il tempo con discussioni dispendiose e inutili sul calendario della caccia per quel che riguarda la stagione 2016-2017. Più che altro dovrebbero far partire un confronto costruttivo sulla riforma della legge regionale in materia, in quanto questo testo normativo ha bisogno come non mai di una rivisitazione profonda, così da dare più funzionalità ed efficienza agli Ambiti Territoriali di Caccia.

Le due confederazioni si augurano inoltre che in Emilia Romagna venga garantito il rispetto sostanziale degli strumenti per pianificare a livello regionale: in poche parole si sta facendo riferimento alle modalità per fissare la densità faunistica e i limiti all’intensità dei danni che il settore agricolo è costretto a subire in maniera passiva senza poter intervenire. Le conclusioni della nota ufficiale sono altrettanto perentorie. In effetti, CIA e Confagricoltura hanno evidenziato come i problemi della gestione della caccia in un rapporto corretto con l’ambiente e l’attività agricola siano ben diversi dalle “polemiche sterili di questi giorni che hanno a che fare con il calendario venatorio”.

L’ultimo auspicio è quello di vedere finalmente tenute in debita considerazione le istanze che sono state inoltrate dal mondo agricolo. Giusto un mese fa la sezione di Reggio Emilia della Federazione Italiana della Caccia ha organizzato un convegno per approfondire i diritti e i doveri dei cacciatori, con particolare riferimento al ruolo innovativo delle associazioni venatorie. La consapevolezza che la collaborazione e il rispetto reciproco siano fondamentali c’è dunque da tempo, ora si attende anche un riscontro concreto per passare finalmente dalle parole ai fatti.

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