Normativa e lupi
Dopo la campagna anticaccia dei mesi scorsi, la Fondazione Capellino è tornata alla carica prendendo di mira gli abbattimenti dei lupi e la riforma della Legge 157 del 1992. L’ente proprietario di Almo Nature si è rivolto direttamente al Governo con questo messaggio firmato Pier Giovanni Capellino: “Vi chiedo di rinunciare alle nuove norme sulla caccia e agli abbattimenti selettivi del lupo: misure senza reale utilità per il Paese e lontane dal sentire dei cittadini, come mostrano i sondaggi commissionati da Fondazione Capellino”.
Il nuovo modello agricolo
“Alla rinuncia a “sparare” sulla biodiversità può corrispondere una scelta più grande e di interesse universale: fare dell’Italia il primo Paese al mondo che, in cinque anni, esce dall’agricoltura convenzionale per costruire un modello agricolo biologico, biodinamico e soprattutto biodiverso. Sarebbe il modo più concreto per dare futuro al recente riconoscimento UNESCO della cucina italiana: custodire la terra da cui quella cultura nasce, proteggere la salute dei cittadini, restituire dignità al lavoro agricolo. Per questo, Fondazione Capellino invita le Associazioni Ambientaliste, Coldiretti, BF S.p.A., con il suo lungimirante Presidente, il Ministero dell’Agricoltura a unirsi in uno sforzo comune nell’interesse dell’Italia”.
Produzioni sane
“Il vero interesse di agricoltori e allevatori non è l’abbattimento dei lupi o i cacciatori schierati nei campi con il pretesto di difenderli dai cinghiali e dal fantasma della povertà, bensì ottenere il giusto prezzo per produzioni sane e libere dalla dipendenza dell’agrochimica: un modello economico che restituisca valore alla terra, al lavoro e alla vita. Fondazione Capellino è pronta a fare la sua parte, con spirito di servizio e con soluzioni ed esempi concreti ai quali sottotraccia già lavora”.




































